Le dimissioni di Giuseppe Conte fanno esplodere il Movimento 5 Stelle. Nel vertice dei big grillini, spiega un retroscena del Corriere della Sera, due sono i fronti di guerra interna: la squadra dei ministri e i vertici del Movimento. "Conte va difeso, ma la squadra va cambiata perché ha fallito su tutta la linea", spiegano i critici, O ancora: "Crimi? Non ha una legittimazione politica". Proprio il discorso del reggente non convince, "Siamo i garanti del Recovery - spiega Vito Crimi ai suoi -, che non deve essere gestito dalla Lega, non ci sono alternative a Conte". E quando invita a "non parlare di Mes o Ponte sullo Stretto" per "non essere divisivi", alcuni grillini maliziosi sussurrano: "Sembra Franceschini". Nei corridoi di palazzo si fanno nome di possibili nuovi premier a 5 Stelle: Luigi Di Maio, Roberto Fico, Stefano Patuanelli.
Reddito di cittadinanza, lo incassava e girava in Ferrari: vergogna grillina. Clamoroso: chi è stato pizzicato
Girava in Ferrari e incassava il reddito di cittadinanza. Un altro caso di cronaca che imbarazza i grillini e soprattutt...Un veto lo mette Alessandro Di Battista, ufficialmente senza incarichi nel Movimento eppure ancora molto influente (e lo sarà di più se si tornasse a votare, visto che scenderebbe in campo dopo il biennio sabbatico dedicato alla famiglia e ai reportage di viaggio): Dibba dice no a un dialogo con Matteo Renzi e ribadisce "Non cambio linea". Lui è il convitato di pietra del vertice pentastellato, i senatori e i deputati esclusi dalla riunione ristretta, spiega ancora il Corsera, si lamentano platealmente parlando di "mancato coinvolgimento da parte dei vertici" e nelle chat riservate "iniziano a circolare insinuazioni sui contiani del Movimento".
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C'è chi dubita, si legge, che "stiano giocando una partita personale, sapendo che probabilmente saranno pochi quelli che rientreranno nei progetti del premier". Addirittura si dubita di Conte stesso: "Non ha i numeri". E quando Crimi pubblica un post su una possibile alleanza in giunta con il Pd in Puglia, ecco partire l'invettiva: "Si piega ad Emiliano". Tutto fa brodo per bombardare il presunto leader e, di rifless, la linea del Movimento.