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Mara Carfagna, il retroscena sul "cambio di programma": Forza Italia, chi potrebbe andare al governo (ma senza Giuseppe Conte)
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"L'ostacolo" è solo uno, Giuseppe Conte. Retroscena incrociati di Repubblica e Affaritaliani assicurano che una fetta consistente di parlamentari centristi, tra Forza Italia, Udc e Cambiamo, sarebbero disposti a sostenere un nuovo governo ma senza l'avvocato a Palazzo Chigi, anche Silvio Berlusconi smentisce assicurando che "nessuna trattativa" è stata imbastita "con me, i miei collaboratori o i senatori di Forza Italia". La pistola è carica e puntata: giovedì, quando in Senato si voterà sulla relazione del ministro Alfonso Bonafede sulla riforma della giustizia, nessuno di loro (che Conte da giorni sta cercando di trascinare tra i suoi "responsabili", invano) voterà a favore. Considerate le possibili defezioni nella traballante nuova maggioranza, il governo rischia davvero di andare sotto a Palazzo Madama. A quel punto, Conte sarebbe costretto a salire al Quirinale per dimettersi e verosimilmente uscirebbe del tutto dai giochi. Viceversa, appurata l'impossibilità di trovare nuovi rinforzi, il premier potrebbe salire da Mattarella nelle prossime ore: una resa che lo renderebbe comunque in lizza per il Conte-Ter.
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Ma qui, spiegano Repubblica e Affaritaliani, entrerebbero in gioco i "malpancisti" del centrodestra, coloro che vogliono uscire dal cono d'ombra sovranista di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Si renderebbero disponibili a entrare in una nuova maggioranza a patto di avere un altro premier. Si fanno i nomi di Dario Franceschini e Lorenzo Guerini, entrambi del Pd ma visti di buon occhio dai moderati di destra. Uno scenario che potrebbe convincere il presidente della Repubblica a dare il via libera al nuovo esperimento. Ma chi ci sarebbe in questi "moderati di destra"? "Una decina dei 52 senatori di Forza Italia e una ventina (qualcuno del gruppo azzarda 25) dei 91 deputati sono pronti a sganciarsi per giocare in proprio", sottolinea Repubblica, anche a costo di strappare con Berlusconi considerato troppo morbido con Lega e FdI. In ballo ci sono i parlamentari più vicini a Mara Carfagna e alla corrente "Voce libera". Poi i tre senatori di "Cambiamo" di Giovanni Toti (gli ex forzisti Berruti, Quagliariello e Romani) e almeno due Udc (Binetti e Saccone). Tra i "mediatori" al lavoro per questo scenario, oltre a Carfagna e Quagliariello, anche i due big berlusconiani Gianni Letta e Renato Brunetta.
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