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Audio Silvio Berlusconi, Fabio Rampelli: "Gianfranco Fini mi propose di andare con lui. Napolitano lo aveva fregato"
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Le intercettazioni su Luca Palamara contro Matteo Salvini e la rivelazioni del giudice Amedeo Franco sulle "sentenze pilotate" contro Silvio Berlusconi hanno scoperchiato il vaso di Pandora. E oggi come oggi viene da chiedersi se la giustizia sia realmente giusta. Una cosa però è certa: la magistratura non guarda in faccia nessuno, "anche perché tutti - come ricorda Augusto Minzolini sul Giornale - prima o poi, si tratti di Berlusconi, di Salvini, di Renzi, possono diventare bersagli". Ma il caso Mediaset-Agrama che avrebbe visto condannato ingiustamente il leader di Forza Italia per frode fiscale sembra aggravarsi sempre più. Lo stesso Minzolini ha aggiunto un dettaglio compromettente alla vicenda: l'ultimatum di Giorgio Napolitano, all'epoca, nel 2013, capo di Stato. Napolitano avrebbe offerto, secondo il retroscenista, la grazia a Berlusconi in cambio del suo ritiro politico.
"Questo è un golpe". E accusa Napolitano: vergogna contro Berlusconi, la ricostruzione (pazzesca) firmata Sallusti
Una notizia non immune da clamore: "Ma vi pare - ricorda il deputato azzurro Giorgio Mulè - che un capo dello Stato possa commentare una sentenza come fece all'epoca Napolitano: Ritengo che ora il Parlamento possa affrontare i problemi dell'amministrazione della giustizia. Come dire: fatto fuori il Cav, possiamo diventare garantisti". E ancora, lo sfogo di un altro forzista: "L'unico che cedette alle lusinghe del Nap - esordisce Fabio Rampelli - fu Gianfranco Fini. Sapeva che il Cav sarebbe stato fatto fuori dai giudici. E mi propose di passare con lui per un posto di sottogoverno. Ma poi Napolitano fregò pure lui". Il caso è ormai vecchio, si rifà al 2011 quando l'azzurro Amedeo Laboccetta dichiarò che dietro l'addio al Pdl di Gianfranco Fini ci fosse proprio Napolitano. Quest'ultimo interessato a far cadere Berlusconi.
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La Postina con Zanellato diventa Dotta
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