Paolo Crepet dopo l'omicidio di Sara Campanella: l'identikit del killer

venerdì 4 aprile 2025
Paolo Crepet dopo l'omicidio di Sara Campanella: l'identikit del killer
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Altri due femminicidi. Le morti di Sara Campanella e quella di Ilaria Sula sconvolgono tutti anche per la giovanissima età dei loro assassini: uno 27 e l'altro 19 anni. In tanti ora si domandano cosa stia accadendo ai ragazzi di oggi. Tra questi c'è lo psichiatra Paolo Crepet. Per lui dietro c'è sicuramente "l'impotenza di uomini che non sono capaci di fronteggiare i propri limiti e così uccidono una donna, una donna che spesso ripone in loro fiducia".

Intervistato dal Corriere della Sera, Crepet torna su un altro caso di cronaca, quello di Giulia Cecchettin. Come allora, "anche qui abbiamo due ragazze che inseguivano un sogno: la laurea, un lavoro soddisfacente, l’esperienza dello studio fuori sede. Io lo chiamo coraggio, ma dobbiamo chiederci: quanto la nostra società invita al coraggio e quanto, invece, predilige la mediocrità?". Bisogna infatti stare attenti "anche ai mediocri, perché chi non coltiva un orizzonte spesso nasconde il vuoto e il vuoto è spaventoso". Non a caso "il problema è che oggi nutriamo questo vuoto, lo celebriamo, addirittura, in certi casi. Quasi venticinque anni fa l’Italia venne sconvolta dalla vicenda di Novi Ligure: anche in quel caso i protagonisti sembravano ragazzi normali".

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Basti pensare alla differenza con il passato, quando "ti insegnavano che la scuola è fatica, che il lavoro è fatica, che l’amore stesso è una fatica. Se non insegniamo ai più giovani che ogni cosa ha un peso, un prezzo, che comporta una parte di sudore, come possiamo pretendere che loro stessi diano valore alle cose e alle persone?. Un esempio? Facilissimo: chiediamoci tutti quanto è durata l’ultima cena che abbiamo fatto insieme a nostro figlio o a nostra figlia. Tredici minuti? E magari con lo smartphone acceso?". Ma "fare domande profonde" - anche in questo caso - "richiede coraggio".