Un simpatico "agguato" per Massimo D’Alema, e l'ex premier e capo del centrosinistra italiano non la prende bene, disciamo. Sui social sta diventando virale il video pubblicato dalla (simpatica) pagina Instagram The Journalai: gli amministratori lo attendono a margine di un evento pubblico per proporgli di giocare alla provocatoria rubrica "Il libro sbagliato". In sostanza, a chi partecipa viene offerto un libro "suggerito" da chi ha giocato prima di lui, lui lo deve firmare e poi consigliare un altro libro al prossimo "concorrente".
Una catena di Sant'Antonio che potrebbe riservare più di una gustosa sorpresa, ma Baffino decide di interromperla anche piuttosto bruscamente, confermando il suo caratterino non troppo accomodante. Forse, a scatenare una certa stizza è il titolo e l'autore del libro che gli viene piazzato sotto il naso (e sotto i baffi): Perché l'Italia è di destra. Firmato, Italo Bocchino, il direttore editoriale del Secolo d'Italia.
"Le possiamo rubare un attimo per una rubrica che si chiama libro sbagliato, ci hanno suggerito di portarle un libro – spiega uno dei The Journalai avvicinandolo vicino al palco –. A sua volta deve fare una nomination e quale libro consiglierebbe di leggere".
"Per amor del cielo – replica D'Alema -. Che libro é?". Uno sguardo veloce alla copertina e una domanda, secca: "Perché dovrei firmare un libro di Italo Bocchino? E perché mai?".
A questo punto, incassato il rifiuto, provano a strappare perlomeno metà gioco: "Potrebbe suggerire un libro e un politico?". D'Alema, quasi sdegnato, si allontana velocemente, ripete il suo "no". "Troppo difficile?", gli chiedono ancora. E lui sibila: "Non è che è difficile, è troppo facile". E tanti saluti.