Simonetta Matone, "impenetrabile": così la mafia cinese si mangia l'Italia

di Roberto Tortoramartedì 1 aprile 2025
Simonetta Matone, "impenetrabile": così la mafia cinese si mangia l'Italia
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Torna d’attualità il tema della criminalità organizzata e in Italia, purtroppo, oltre alle già note mafie del territorio se ne aggiunge un’altra, molto potente, pericolosa e indecifrabile: quella dei gruppi criminali cinesi, che finanziano il narcotraffico e riciclano grandi quantità di denaro in silenzio. Luca Tescaroli, Procuratore della Repubblica a Prato, ha denunciato gravi episodi di violenza a imprenditori cinesi in città, da collegare a una disputa commerciale per il predominio di gruppi che operano con modalità mafiose sul mercato del tessile.

Se ne discute a Quarta Repubblica, programma di approfondimento politico e sociale, in onda tutti i lunedì alle 21.30 su Rete 4 e condotto da Nicola Porro. Tra gli ospiti c’è Simonetta Matone, magistrato e deputata alla Camera per la Lega, che conferma l’esistenza del problema: "La mafia cinese o comunque le organizzazioni criminali cinesi sono quanto di più impenetrabile ci sia sul territorio nazionale e la cosa grave è che non si ha, grazie a questa impenetrabilità, la percezione collettiva della gravità del fenomeno".

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Sul fenomeno ha indagato un’altra ospite, Lodovica Bulian, giornalista de Il Giornale, che ha intercettato Giovanni Melillo, Procuratore nazionale antimafia: “Si può parlare di mafia cinese in Italia. Ricorrono alla violenza, all'intimidazione, all'omertà, hanno grande capacità di mimetizzazione, non è facile raccogliere le prove, ci sono barriere linguistiche e culturali. Strutture criminali sempre più pericolose, riescono a trasferire grandi somme di denaro senza fisicamente spostarlo. Quando queste operazioni emergono per ricostruirle è necessario risalire tutta la catena delle operazioni e queste avvengono in paesi che non offrono collaborazioni, come la Repubblica Popolare Cinese con cui le relazioni cooperative sono molto, molto limitate. E queste organizzazioni criminali quando hanno dimensioni transnazionali con il traffico di stupefacenti o il riciclaggio tendono a integrarsi tra loro e convergono non solo mafiosi o trafficanti, ma anche imprenditori dediti a corruzione e frode fiscale, tipo i proventi delle truffe sui bonus edilizi".

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Lodovica Bulian spiega: "C’è un fiume di denaro illegale che scorre silenzioso nel sottosuolo delle città italiane, dove si muove un sistema criminale sofisticato, capace di spostare miliardi di euro senza lasciare tracce. Una gigantesca banca clandestina, gestita da gruppi cinesi per finanziare il narcotraffico internazionale. Indagini a Milano, Roma, Napoli e Firenze hanno scoperchiato questa underground banking illegale. Il cuore è Prato, dove risiede la comunità più grande d’Europa, dopo Parigi, e controlla il mercato tessile. Lì da tempo c’è una guerra in atto tra gruppi criminali, una faida a colpi di pacchi bomba. Nel 2018 è stato arrestato il capo dei capi, Zhang Naizhong, il quale, però, è ancora a piede libero, perché il processo deve ancora iniziare. Ci sono voluti 7 anni per tradurre intercettazioni, gli imputati irreperibili, c'è il rischio di prescrizione per un'accusa grave come l'associazione mafiosa. Tutti i procuratori, i magistrati e quelli che si occupano di mafie cinesi chiedono allo Stato gli strumenti che hanno per le mafie italiane".