Aldo Cazzullo: l'antifascismo ha perso? Colpa degli antifascisti

La riflessione dell'antifascista doc Aldo Cazzullo nella nuova prefazione al suo libro
lunedì 31 marzo 2025
Aldo Cazzullo: l'antifascismo ha perso? Colpa degli antifascisti
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Gli antifascisti hanno perso. Non la guerra, che quella, ottant’anni fa, l’hanno stravinta. No, gli antifascisti hanno perso la pace. A dirlo non è qualche pericoloso nostalgico, ma un antifascista doc come Aldo Cazzullo, nella nuova prefazione al suo libro del 2015, “Possa il mio sangue servire. Uomini e donne della Resistenza”, anticipata ieri dal Corriere della Sera. «In questi trent’anni», ha scritto Cazzullo, «in Italia si è combattuta una guerra della memoria. E questa guerra noi antifascisti l’abbiamo perduta. Nettamente e clamorosamente. Non è stata una sconfitta elettorale. E non solo perché le elezioni la sinistra le ha quasi sempre perse. Anche perché solo in Italia — e questo è un altro segno della nostra sconfitta — è passata l’idea per cui se sei antifascista sei comunista, o comunque di sinistra. Non è così». «Sia chiaro», ha aggiunto, «hanno vinto loro. I fascisti, e gli anti-antifascisti.

Milioni di italiani che non sanno quale tragedia sia stato il fascismo, e soprattutto non lo vogliono sapere. E pensano, magari in buona fede, che la Resistenza sia stata fatta soltanto dalla sinistra. In realtà, fu fatta da partigiani di ogni fede politica: comunisti, socialisti, azionisti, anarchici; ma anche moderati, cattolici, liberali, monarchici». Ha ragione su molte cose, Cazzullo. Oggi, effettivamente, l’antifascismo non sembra passarsela benissimo. È in crisi, una crisi profonda. Ed è vero che veniamo da una “guerra della memoria” durata trent’anni. Però è una guerra che è stata sostanzialmente combattuta solo dalla sinistra (la destra da questo argomento cerca di stare il più lontano possibile...). Dal 1994, con la discesa in campo di Silvio Berlusconi e la nascita dell’alleanza tra Forza Italia, Lega e Alleanza nazionale, i progressisti hanno deciso che chi sta col centrodestra è un fascista, mettendo così la camicia nera alla maggioranza degli italiani. Ricordate le manifestazioni del 25 aprile?

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Tanti esponenti del centrodestra, negli anni, hanno provato ad andarci: Umberto Bossi, Roberto Formigoni, Letizia Moratti... invece di essere accolti nel corteo, sono stati cacciati con insulti, sputi e sassate. “Voi siete di centrodestra, quindi non potete essere antifascisti”, era il messaggio implicito. Pochi violenti? Forse, ma la sinistra istituzionale non si è dissociata, ha cavalcato questo modo strumentale di intendere l’antifascismo, nella speranza di racimolare qualche voto e di vincere le elezioni. Invece hanno continuato a perdere consensi e alla fine hanno perso pure la “guerra della memoria”. Un doppio clamoroso autogol. «Il valore dell’antifascismo», scrive Cazzullo, «è considerato oggi un valore di parte». Già, e perché siamo arrivati a questo punto? Forse perché da trent’anni (ma anche prima, a dire la verità), tutti gli avversari della sinistra (nessuno escluso) sono stati accusati di essere fascisti. Fascista Berlusconi, fascista Salvini, fascista Meloni. Fascista addirittura Tajani. Fascista perfino Renzi, quando i compagni si sono stufati di lui. Un “vizietto” stigmatizzato nel 2021 anche da Paolo Mieli, altro antifascista doc: «Ci sarà un giorno in cui la sinistra riconoscerà all’avversario che può batterla di non essere un fascista? Questo modo di essere antifascisti ha fatto un danno all’antifascismo, l’ha fatto percepire come una cosa che viene usata strumentalmente a tutte le elezioni».

Eppure i progressisti sembrano non voler imparare la lezione. L’ultimo caso è proprio di ieri. A Roma Forza nuova ha annunciato l’apertura di una nuova sede, e la sinistra è impazzita: manifestazione antifascista e proteste di Pd («Forza nuova va sciolta, il governo deve intervenire»), M5S («Assurdo, il Viminale deve chiarire»), Avs («Ferita a una città democratica, Piantedosi deve spiegare»). Ancora una volta, l’uso strumentale dell’antifascismo. L’allarme democratico lanciato solo per danneggiare il centrodestra. Gli antifascisti hanno perso la “guerra della memoria”? Forse sì, ma la colpa è tutta di certi antifascisti...