"L'Europa è debole". Massimo Cacciari descrive così il Vecchio Continente. Senza risparmiare colpi, il filosofo parla di "una condizione di estrema debolezza politica e culturale in cui versa oggi l’Europa". Il motivo? Per Cacciari, intervenuto sul tema "Paura e speranze in politica" al Circolo dei lettori di Torino, "la paura è un elemento costitutivo della politica: l’autorità, per ottenere obbedienza, deve incutere timore. Ma quando la paura occupa interamente lo spazio politico e il potere si regge solo sull’individuazione di un nemico, allora sorge un problema". Ed è proprio questa la difficoltà dell'Ue.
Ma non solo, visto che "manca di un’idea di difesa comune e di un esercito condiviso. La sua traiettoria sembra ormai segnata: non può più ambire a un primato economico o tecnico-scientifico, e il divario nei settori più avanzati appare irrecuperabile. A tutto questo si aggiunge una crisi demografica clamorosa, segnale non solo di un declino numerico, ma anche di una perdita di fiducia nel futuro, politico e culturale".
Massimo Cacciari, "ma che balle raccontiamo?". Ventotene, la sfuriata a Otto e mezzo
"Io credo che regni un grande casino sotto al cielo". Ospite di Lilli Gruber in collegamento a Otto e mezzo, s...Tornando poi alla politica, l'ex sindaco di Venezia si sofferma sulla piazza di Roma. Indetta da Michele Serra di Repubblica, la manifestazione era proprio "per l'Europa". Eppure Cacciari non ha dubbi, tutto questo altro non è che "una débâcle culturale, l’assenza di logica e strategia politica. Assurdità e contraddizioni che sarebbero inconcepibili con i leader di prima della caduta del muro". Basti pensare al Partito democratico che in fatto di riarmo si è spaccato: da una parte chi come Elly Schlein è contrario, dall'altro quei dem a favore. "Temo - fa notare in conclusione al Fatto Quotidiano in riferimento alla leader del Pd - che conti poco o niente, nella sostanza. Poi rispetto ad altri, forse è anche la meno peggio".