Si allunga la lista degli indignati contro Luciana Littizzetto. Dopo la denuncia del tenente Pasquale Trabucco e la class action dell'Osservatorio vittime del dovere, interviene Tiziano Tosi. "Sig.ra Littizzetto, sono il Presidente Nazionale dell’Associazione delle Famiglie dei Caduti e dei Mutilati dell’Aeronautica e ammetto che non seguo molto le trasmissioni televisive di un certo tipo", scrive il generale Tosi in una lettera citata dal Giornale: "Solo in ritardo ho avuto notizia delle sue espressioni di... 'comico apprezzamento' verso i militari italiani".
Nonostante assicura di capire "che certe espressioni e una miserevole comicità possano richiamare tanti poveri di spirito e far aumentare così gli indici di ascolto", il il Generale di Squadra Aerea in congedo si chiede "perché infangare così gratuitamente una certa sacralità", con quelle parole - dicendo che facciamo "cagarissimo" - lei ha violentato nell’animo e infangato i sentimenti più profondi di tutte quelle vedove, quei genitori, quei figli che nel proprio intimo piangono la scomparsa di propri cari in divisa, caduti in servizio per mantenere fede con onore a un sacro giuramento prestato e la cui sacralità, evidentemente, non è proprio nelle sue corde e nel suo orizzonte".
Luciana Littizzetto denunciata dai familiari dei militari morti: chi c'è dietro
Chissà se Luciana Littizzetto si rende conto di quel che dice durante i suoi show a Che tempo che fa, spalleggiat...E ancora, sempre rivolgendosi alla comica torinese: "Pensi solo un attimo a quanti ragazzi sono morti negli anni vestendo l’uniforme di una delle Forze Armate Italiane e su tutti lei è riuscita a stendere quello sprezzante velo di 'cacca'". Da qui l'invito: "Sparare una battuta così vergognosa da dietro una telecamera e un microfono, senza confronto e nella cuccia miserevole e complice di un accondiscendente studio televisivo, ma tiri fuori quelle palle che mi dicono lei invochi tanto spesso in altri, e abbia il coraggio di ripetere ciò che ha detto davanti alla bara e in faccia ai familiari del prossimo militare che cadrà (Dio non voglia, ma purtroppo statisticamente accadrà) in una missione di pace in un Paese lontano e inospitale".