"Con 270mila euro di soldi nostri hanno potuto urlare al mondo intero Putin ci fa schifo, Trump ancora di più e noi vogliamo l’Europa": Michele Santoro lo ha detto nella sua rubrica video su Youtube, riferendosi alla manifestazione pro-Europa di sabato scorso a Roma. Una piazza nata dall'appello del giornalista di Repubblica Michele Serra, su cui adesso pende un'accusa molto grave: il Comune guidato dal dem Roberto Gualtieri avrebbe finanziato l'evento. "In quattro e quattr’otto - ha detto il noto autore tv riferendosi al primo cittadino della Capitale - ha deciso di saldare tutti i conti della famosa manifestazione spontanea convocata da Serra a Piazza del Popolo".
Nel suo mirino ci è finito soprattutto lo scrittore Antonio Scurati, ospite della piazza pro-Europa: "Dice che dopo il fascismo non abbiamo mai bombardato. Evidentemente la Serbia si è bombardata da sola. Sostiene che non abbiamo mai invaso. E quella in Afghanistan giustamente era un’operazione speciale, proprio come quella di Putin. Aggiunge, poi, che non abbiamo mai torturato. Ci pensano i libici a farlo, regolarmente stipendiati dallo Stato italiano".

Manifestazione pro-Ue, pagato anche il soggiorno agli ospiti "vip". E Michele Serra se ne lava le mani
I vip rossi pro Europa intervenuti alla manifestazione di sabato scorso a Roma, erano talmente convinti dell’impor...Tornando alla questione delle spese, infine, Santoro ha lanciato un'ultima stoccata alle istituzioni: "Avete convocato la piazza per coprire il vuoto di iniziativa dei vostri partiti di riferimento. Almeno fategli pagare il conto con i soldi del finanziamento pubblico che prendono. Fatelo pagare alla Schlein, alla Boschi e a Calenda, a chi non solo combatte ma anche manifesta con il c***o degli altri. Il conto, invece, lo paga il Comune e questo caro Gualteri è insopportabile. Sta usando anche le mie tasse e quelle di tutti i romani che non condividono i contenuti di una piazza che è diventata una chiamata alle armi. Non voglio che i miei soldi vengano utilizzati per la guerra o fare pubblicità a un giornale degli Agnelli".
