Michel Houellebecq non usa giri di parole: in un'intervista al Corriere non solo traccia la profezia su quello che accadrà presto in Francia e su ciò che da Parigi può proiettarsi sull'intera Europa. Il suo punto di partenza è molto chiaro: "L'Islam avanza in Francia e vedo in Occidente la volontà di scomparire". Un quadro allarmante che taglia fuori tutta la retorica sull'integrazione che piace tanto alla sinistra. "Dopo gli attacchi del 2015, la società francese è cambiata per sempre? No, il peggio è che non è cambiato niente. L’islamismo ha continuato ad avanzare. Anche se ogni volta che un professore si fa sgozzare, si dice: mai più", afferma con amarezza.
E la sua previsione in Sottomossione di qualche anno fa, adesso purtroppo si è materializzata e lo scrittore non lo nega: "La mia documentazione era molto sommaria. È consistita nell’aggirarmi nella hall dell’università Censier, a Parigi. In effetti c’era qualche sintomo, c’erano più ragazze velate di quante avessi immaginato. E qualche manifesto che invocava il boicottaggio delle università israeliane, cose così. Mi sono detto: sono piccoli segnali di qualcosa. Era il 2014. E oggi questa tendenza si è molto allargata".
Immigrazione, Raspail il "profeta" che ha previsto l'invasione dell'Europa
Quando Jean Raspail lasciò questo mondo, nel giugno del 2020, la leader del Rassemblement national, Marine Le Pen...A questo punto l'autore spiega come l'istruzione, l'ambiente accademico e la cronaca di ciò che accade nel mondo trovino saldatura in questi tempi moderni tra radicalismo islamico e movimenti di protesta: "Quando ero al liceo c’erano un sacco di trotzkisti, ma non sarebbero stati pro-Hamas. La sinistra è cambiata. Questo fenomeno ha radici che non comprendo totalmente e che non riguardano solo la sinistra. Per esempio, non credo che l’anticapitalismo sia così diffuso negli Stati Uniti. Ma le manifestazioni pro-Palestina sono ancora più forti in America. Senza dubbio c’è una forma di senso di colpa occidentale, di volontà di scomparire, di pulsione suicida. E la Francia ha una particolarità, l’Algeria. Si sottolinea poco a che punto la guerra d’Algeria sia stato il nostro ultimo grande evento drammatico. Milioni di persone sono venute in Francia, un esodo massiccio. Il debutto dell’estrema destra moderna è questo. Non è Pétain, è l’Algeria".
Sul fronte della politica interna poi commenta le ultime piroette di Macron alle prese con la formazione dell'ennesimo governo: "È successo qualcosa di divertente e di significativo. Perché durante tutto il periodo in cui la Francia non ha avuto un vero governo, l’estate scorsa, tutti i commentatori politici erano eccitati, drammatizzavano la situazione, ma ho avuto l’impressione che i francesi se ne infischiassero. Anzi, semmai erano contenti che non ci fosse un governo. A pensarci bene, è grave. Molti francesi pensano che quale che sarà il governo, prenderà cattive decisioni; dunque, sarebbe meglio non avere proprio nessun governo. Adesso, per esempio, non avremo una legge di bilancio, ci terremo quella dell’anno scorso. E molti si dicono: tanto meglio, tutto sommato". Sulla Le Pen poi aggiunge: "Non so se arriverà al potere. Ma in effetti mi ha sorpreso che non ci siano arrivati. La Francia è un Paese curioso, comunque. Il Parlamento che abbiamo adesso, va detto, è molto divertente". A questo punto parla del suo orientamento politico ma non vuol rivelare le sue scelte nella cabina elettorale: "In ogni caso sono contro l’Europa. E penso che tutta la vicenda giudiziaria di Marine Le Pen sia incredibile. Quando me l’hanno detto credevo che fosse uno scherzo".
Infine dà un consiglio a Macron: dimettersi. "Ho incontrato Emmanuel Macron molte volte nella mia vita. Non ho capito granché della persona. Ma in ogni caso, penso che non si dimetterà. E a mio avviso, sbaglia. Se lo facesse adesso, avrebbe forse delle chance di tornare. È ancora giovane e può tornare. Ma se lascia che la situazione si trascini fino al 2027… Se io fossi il suo coach personale, gli consiglierei di dimettersi nobilmente dicendo: “I francesi non mi hanno capito”. Poi cercherei di tornare, più in là. Io, al suo posto, me la giocherei così", ha concluso.