Eugenio Scalfari, la figlia confessa: "Perché mi ha cacciato di casa"

domenica 13 agosto 2023
 Eugenio Scalfari

 Eugenio Scalfari

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Donata Scalfari, figlia di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, si confessa in una lunga intervista a Il Corriere della Sera. Il suo primo ricordo del padre è di quando aveva tre anni. "Mia sorella Enrica sta uscendo per andare a scuola, e io piango perché voglio andarci pure io. Papà ne è felice: 'Benissimo, da domani va alla Montessori pure Donata'". Eugenio Scalfari era un padre affettuoso, "molto fisico. Fino a novant’anni giocava per terra con mio figlio Simone. Quando eravamo piccole si era inventato la 'baceria', una raffica di baci, e il 'settebaleno', una pernacchia sul collo, cui seguiva il solletico... Era il modo in cui finivano le sue favole".

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Lei poi andò a lavorare a Mediaset "per caso. Ero in Rai con Mino Damato, al tempo delle passeggiate sui carboni ardenti, e con due colleghe preparammo un progetto: un tg per i ragazzi delle medie. Siccome una di noi conosceva Marinella, la segretaria di Berlusconi, glielo mandammo, e lui ci chiamò. Mi fece qualche battuta sul mio cognome; e approvò il progetto. Che non si fece mai. Ma mi mandarono a lavorare al programma di Arrigo Levi".

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Repubblica per Scalfari era come "un’altra figlia, oltre all’azienda di famiglia. Una volta mio marito Ettore lo vide chiedere la colla ai grafici e sdraiarsi a riattaccare un ciuffo di moquette. Ma se aveva uno scoop, lo teneva per sé. Lo leggevamo il giorno dopo sul giornale, ci arrabbiavamo, e lui rideva: 'Ti pare che lo venivo a dire a te?'. Il massimo fu quando con Giuseppe D’Avanzo intervistò Tommaso Buscetta", "venne a casa nostra. Il giorno prima arrivarono i carabinieri per la bonifica. Io seguivo la mafia e pregai mio padre di assistere al colloquio, ma lui fu irremovibile, mi cacciò di casa: 'Al massimo può entrare in stanza la mamma a portare un caffè'". Poi la madre "incuriosita ed emozionata, portò il caffè. Tutto quello che riuscì a dire a Buscetta fu: 'Sono felice di conoscerla.' Non se lo perdonò mai: 'Ho detto una frase così a un assassino!'".