Messina Denaro, Baiardo rivela: "L'arresto? Sapevo da 10 giorni"

martedì 17 gennaio 2023
Messina Denaro, Baiardo rivela: "L'arresto? Sapevo da 10 giorni"
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L'arresto di Matteo Messina Denaro è stato un colpo pesante per Cosa Nostra. L'arresto è figlio solo ed esclusivamente del grande lavoro di indagine delle forze dell'ordine e soprattutto del Ros dei carabinieri. Di fatto però immediatamente si sono scatenate le tesi complottiste di chi "sapeva già tutto", di chi dice "l'hanno preso dopo 30 anni" e di chi afferma "era malato, si è consegnato". Parole che offendono, come ha sottolineato il premier Giorgia Meloni, tutte le forze dell'ordine che hanno lavorato e continuano a lavorare mettendo a rischio la propria vita per combattere Cosa Nostra. Ed è in questo filone che si inserisce la testimonianza di Salvatore Baiardo, ex picciotto dei fratelli Graviano. Al Fatto racconta: "Sì lo hanno arrestato, lo sto guardando in diretta, ma non è una novità per me".

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Poi ha aggiunto una frase piuttosto inquietante che farà certamente discutere: "Sì, ma è già dieci giorni che ce l'hanno in mano. Pensavo lo dicessero ieri che era la cattura di Riina e invece hanno aspettato un giorno in più".

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E le sue dichiarazioni sono state anticipate anche in un'intervista con Massimo Giletti: "Quando lo Stato deciderà di volerlo prendere lo prenderà. () Presumo che sia una resa sua (...) tutti cambiamo in 30 anni. () Posso dire che è una brava persona () io posso giudicare il comportamento che hanno avuto nei miei confronti, sono degne persone". Prole che adesso suonano come una profezia sulla cattura. E ancora: "Magari chi lo sa che avremo un regalino, che magari presumiamo che un Matteo Messina Denaro sia molto malato, che faccia una trattativa lui stesso di consegnarsi e faccia un arresto clamoroso e così arrestando lui esce qualcuno che ha l'ergastolo ostativo senza che ci sia clamore". Praole che aprono interrogativi, ma che di fatto rientrano in quell'onda complottista dove a manette chiuse si dice di tutto e di più. Quella voglia di farsi del male tipica del nostro Paese anche davanti a risultati clamorosi da parte dello Stato.