Soumahoro, Sallusti affonda L'Espresso: "La copertina corretta"

di Alessandro Sallustisabato 26 novembre 2022
Soumahoro, Sallusti affonda L'Espresso: "La copertina corretta"
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Nel giugno 2018 L'Espresso, organo ufficiale dei picchiatori mediatici, fece una copertina affiancando la foto di Soumahoro, allora astro nascente della sinistra, a quella di Salvini, allora ministro degli Interni. Il titolo era: "Uomini e no", ovviamente con la parola "uomini" sotto l'immigrato vip e il "no" appiccicato al leader della Lega. Sono passati quattro anni e siccome il tempo è galantuomo oggi possiamo sostenere con ragionevole certezza che quella copertina aveva sì un senso ma a parti inverse: a sfruttare e umiliare gli immigrati, cioè nei codici dell'Espresso il "non uomo", era Soumahoro, la sua famiglia e il suo mondo mentre "l'uomo" era Salvini che con la sua politica di controllo dei flussi ha salvato - lo dicono i numeri - centinaia di immigrati da morte certa scoraggiandone la partenza verso l'Italia e altrettanti ancora oggi ne soccorre e salva in mare.

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Sapendo che L'Espresso non lo farà mai pubblichiamo noi oggi la copertina riparatrice, ma non per gioco. La questione infatti è molto seria e riguarda l'ostinazione della sinistra e dei suoi cantori a non voler riscrivere la storia, e neanche la cronaca, neppure di fronte all'evidenza dei fatti. Per certi versi li capisco: farlo significherebbe ammettere che il comunismo è stato ed è una tragedia da qualsiasi parte uno giri la questione e che ancora oggi le sue ricette politiche e sociali - vedi quella sull'immigrazione - sono totalmente fallimentari. Soumahoro non è un corpo estraneo alla sinistra, un incidente di percorso come si dice in gergo.

Soumahoro, ora la sinistra si inventa il "diritto al lusso"

Diritto allo studio, diritto al lavoro, diritto alla salute, diritto alla riservatezza, diritto alla libertà sess...

No, Soumahoro con le sue ambiguità, furbizie e con la sua ipocrisia è la sinistra, magari un utile idiota della sinistra salottiera alla quale, diciamocelo con franchezza, gli immigrati fanno schifo, ma pur sempre pedina di quella scacchiera su cui poi i Saviano fanno milioni e di decine di giornalisti - tra i quali l'allora direttore de L'Espresso Marco Damilano, oggi star di Rai3 - campano alla grande. Fate pure, noi ci teniamo stretto con orgoglio "l'uomo" Matteo Salvini, che lui, a differenza di chi lo odia e prova a farlo passare per razzista, agli immigrati non ha mai torto un capello.