Si parla della legge di bilancio da Tiziana Panella a Tagadà, su La7, nella puntata del 25 novembre, e in collegamento c'è Federico Rampini che fa una sua analisi sulla manovra economica presentata dal governo Meloni. "Un'idea me la sono fatta: in generale il principio di abbassare la pressione fiscale soprattutto in una fase critica per l'economia è ragionevole e giusto. Abbassarla su tutti, sulle imprese e sul mondo del lavoro", commenta l'editorialista de Il Corriere della Sera. "Quindi si parte da un concetto giusto ma si applica in maniera molto molto limitata, perché di fatto questa flat tax va a premiare solo il lavoro autonomo e quindi non c'è un intervento generalizzato".
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Insomma, prosegue Federico Rampini, "si ricade nella sindrome del governo italiano che dalla sua formazione sembra molto attento a premiare alcune categorie di elettori a scapito di operazioni che sarebbero più benefiche per l'insieme della comunità nazionale, per l'insieme degli italiani. Il lavoro dipendente non ne esce bene da questa manovra. La flat tax, ammesso che sia un principio giusto, si deve applicare a tutti non solo al lavoro autonomo. Se poi si aggiunge l'abolizione dell'obbligo del pos per i pagamenti sotto i trenta euro si ha l'impressione di un governo molto attento alle sue constituency", conclude il giornalista.