Orsini, l'ultima sparata: "La verità dietro la ritirata dei russi"

martedì 15 novembre 2022
Orsini, l'ultima sparata: "La verità dietro la ritirata dei russi"
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Nonostante la liberazione di Kherson e la controffensiva ucraina che sta mettendo a dura prova il nemico, Alessandro Orsini è convinto: "L'Ucraina sarà devastata". Dopo aver toppato giù una profezia, ecco che il sociologo rincara la dose. Di più, dietro il successo di Kiev a Kherson, Orsini ci vede dell'altro: "L'esercito russo ha deciso di lasciare la città di Kherson senza combattere. L’evidenza empirica non consente di affermare che la ritirata sia dovuta a scarso equipaggiamento o alla voglia di non combattere. Queste affermazioni propagandistiche devono essere corrette".

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Ad avvalorare la sua tesi sulle colonne del Fatto Quotidiano, i numeri di Mark Milley. "A suo dire - scrive -, i soldati ucraini caduti sono circa 100.000, grosso modo il numero dei russi. Con la differenza che il numero dei caduti ucraini dovrebbe essere inferiore a quello dei russi giacché la Russia invade e l’Ucraina si difende". Allora, viene da chiedersi, se gli ucraini sono caduti come mosche, perché abbandonare la città? Anche su questo Orsini ha le risposte.

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Il sociologo si sofferma in particolar modo su una: il ponte di Kherson danneggiato dalle armi americane. "Se gli ucraini fossero entrati a Kherson, i russi avrebbero avuto bisogno di rifornimenti che il ponte Antonovsky non consentiva di trasferire da una parte all’altra del Dnipr. Per non rimanere intrappolati, i russi hanno ceduto la città mettendo in salvo soldati e attrezzature sull’altra sponda del fiume". Insomma, per Orsini non c'è alcuna controffensiva da parte ucraina che possa tenere. E chissà se questa volta la sua premonizione si avvererà o finirà come "il bagno di sangue" di Kherson,