Si parla della Grande parata del 9 maggio nella Piazza Rossa a Mosca a L'aria che tira su La7 e il generale Maurizio Fioravanti analizza tre punti che emergono dal discorso di Vladimir Putin al popolo russo. "Dal punto di vista strategico militare, Putin non ha parlato da presidente ma da comandante in capo". Lo Zar, continua il generale, ha fatto "un discorso pieno di retorica con l'occhio rivolto alla storia, alla seconda guerra mondiale". Putin, insomma, "ha cercato di motivare sia le truppe che il Paese per questa operazione iniziata il 24 febbraio con l'invasione dell'Ucraina".
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La propaganda, si sa, si nutre e si alimenta anche d'immagini. E di simboli. Quella russa sta usando anche in nostri...L'analisi del discorso di Putin alla parata del 9 maggio del generale Maurizio Fioravanti
Secondo: per quanto riguarda la "parte operativa", sottolinea Maurizio Fioravanti, Vladimir Putin "a differenza del 24 febbraio non ha più parlato di Ucraina ma esclusivamente di Donbass. E questo sembra, e probabilmente lo è, un passo indietro", una "conferma del fallimento e dell'obiettivo limitato".
E poi, da ultimo, "il passo indietro della parata: la 'Z', il simbolo politico strategico della potenza russa in Ucraina, non è stata fatta, non era per le condizioni meteo che a quanto ci risulta erano buone. Quindi è stata una decisione sua, del comandante in capo". Ovvero di Vladimir Putin in persona.
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