"Vladimir Putin minaccia l'Italia perché è l'anello debole della catena occidentale". Massimo Giannini, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, nella puntata del 21 marzo, spiega che "la minaccia diretta e chiara al nostro ministro della Difesa non era mai accaduta prima, non in maniera almeno così specifica da parte del regime di Putin". "La domanda è: perché lo fanno?", prosegue il direttore de La Stampa. "Anche perché l'Italia in questa partita non appare così decisiva".
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Ventisettesimo giorno di guerra. Mariupol completamente devastata, si combatte casa per casa, dalla città arrivan..."Tuttavia l'Italia sul fronte europeo è un Paese fondatore e Putin insiste e investe su quella faglia nella quale il suo regime e le autocrazie si sono incuneate, da una parte la Russia e dall'altra la Cina", osserva ancora Massimo Giannini. "Prima con il governo gialloverde grillo-leghista abbiamo avuto il fronte leghista palesemente schierato con la Russia e quello pentastellato che con le vie della Seta ha aperto le porte dell'Italia alla Cina". E dunque, sottolinea il giornalista, "puntare su queste spaccature per la Russia è importante perché può destabilizzare l'intero fronte europeo".
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«Vorrei innanzi tutto chiarire che sono un convinto europeista. Per questo critico Bruxelles, che non si è ...Non solo. "Siamo anche l'unico Paese in cui Volodymyr Zelensky quando parlerà troverà una divisione nel Parlamento. Non è successo in Germania, negli Usa, in Gran Bretagna", conclude Giannini. "In Italia è il Parlamento che non è compatto. E questa faglia si trova sempre sul terreno gialloverde. Sono le anime morte dei Cinque stelle e della Lega". "L'Italia è sempre stata collaborativa, non si aspettavano che si schierasse così apertamente dalla parte dell'Ucraina", aggiunge infine Lucio Caracciolo.