Se la Russia colpisse un Paese membro della Nato, l'Alleanza occidentale farebbe fatica a intervenire. Ne è convinta Emma Bonino, che in un'intervista a Qn ha spiegato: "Solo se per esempio l'artiglieria russa sbagliasse di qualche chilometro e toccasse la Polonia, Varsavia potrebbe chiedere l'intervento dell'Alleanza. Ma secondo l'articolo 5 del Trattato Nato, ogni Paese resterebbe comunque libero di decidere le azioni che ritiene più opportune".
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L'Ucraina torna a chiedere la no fly zone. All'appello di Volodymyr Zelensky, si aggiunge quello di Iryna Veresh...Secondo la senatrice di Più Europa, quindi, "pare difficile che qualcuno sia disposto a mandare l'esercito in Ucraina, un Paese due volte l'Italia". Un intervento non scontato, insomma. La Bonino, poi, ha definito "ingiustificata" l'aggressione dello zar: "Putin si è ripreso di fatto la Bielorussia. Chi è che si espande verso chi? Dire che l'Ucraina un po' se l'è cercata ricorda la frase troppo spesso usata sulle donne: si colpevolizza la vittima per giustificare la prevaricazione violenta". Il problema, secondo la senatrice, è nella mente del leader russo: "Nessun nuovo paese Nato ha mai rappresentato un pericolo per Putin, salvo che nelle sue ossessioni".
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Cresce l'intensità dell'attacco contro Kiev. Molteplici città allo stremo, a Mariupol dopo poco fa...Parlando di quanto fatto finora dall'Occidente, invece, la Bonino ha detto: "In questi contesti, abbastanza sarebbe fermare immediatamente l'aggressione militare russa. Ma l'Ue ha reagito con compattezza e decisioni straordinarie, impensabili fino a pochi anni fa: sanzioni contro la Russia, invio di armi in Ucraina, accoglienza dei profughi con l'attivazione della direttiva 55 come chiediamo da tempo".