Matteo Bassetti, il raptus: "Come se il problema fosse solo l'Ucraina", lo sfogo che lascia tutti di stucco

mercoledì 2 marzo 2022
Matteo Bassetti, il raptus: "Come se il problema fosse solo l'Ucraina", lo sfogo che lascia tutti di stucco
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Da giorni l'Ucraina ha preso lo spazio fino a ieri occupato dal Covid. L'invasione russa e la conseguente guerra hanno oscurato la pandemia. Una scelta da parte dei notiziari che a Matteo Bassetti non va giù. "Io non ero d’accordo a tutto il clamore mediatico dato in Italia al Covid rispetto ad altri Paesi, secondo me frutto anche di una politica giornalistica televisiva sbagliata - dice il direttore della clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova all'Adnkronos - Non c’era nessun altro Paese al mondo dove si parlava così ossessivamente di Covid e trovo perfettamente assurdo oggi non parlarne completamente più come se il problema fosse solo la guerra in Ucraina".

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Nonostante lo stesso infettivologo ammetti che quanto sta accadendo al paese di Zelensky "è una tragedia davanti la quale siamo attoniti", non possiamo evitare di "considerare i rischi legati a Covid, la trovo un’idea cervellotica e non la comprendo". Secondo Bassetti sono ancora tante le cose da fare, come definire un piano dettagliato per uscire dalle restrizioni.

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"È vero che i numeri vanno meglio, ma serve una chiara road map. È il momento di dire chiaramente se dopo il 31 marzo, la fine dello stato di emergenza, il Green pass rimarrà del tutto o sarà modificato, se le mascherine al chiuso rimarranno. Agli italiani serve chiarezza, non possiamo passare da 100 notizie al giorno sul Covid a zero". A suo dire, così facendo, "la percezione delle persone, dopo una settimana di notizie solo sulla guerra e di silenzio sul Covid, è che la pandemia non esiste più". 

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