Gino Strada, la figlia Cecilia lancia una frecciata a Salvini: "Difficile che possa dire quanto era str***o"

domenica 15 agosto 2021
Gino Strada, la figlia Cecilia lancia una frecciata a Salvini: "Difficile che possa dire quanto era str***o"
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Tante personalità che lo avevano criticato, compreso Matteo Salvini, hanno però voluto rendere omaggio al loro "avversario" Gino Strada. In segno di profondo rispetto e stima. Ma la figlia del fondatore di Emergency Cecilia non la vede così: "Sono in mezzo al mare, ho ricevuto mille messaggi di affetto ma non ho avuto modo d'intercettare quelli di chi amico non era e non mai perso l'occasione di criticarlo in vita", dice in una intervista a La Stampa. "Immagino ci sia un tema di marketing, difficile che chi lo osteggiava possa dire 'quanto era str***o'. È chiaro che per alcuni Gino sia più gradevole da morto: non dava mai fastidio quando rattoppava la gente in sala operatoria, ma ne dava parecchio quando denunciava le ragioni per cui doveva farlo".

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Del resto Gino Strada è stato molto amato e anche odiato. "Come molti uomini non era tipo da esprimere le sue emozioni, magari ti accorgevi che era nero ma raramente diceva di sentirsi ferito. Sofferente l'ho visto nel 2010 in Afghanistan, i giorni dell'incidente sulla sicurezza, quando le forze Nato arrestarono i nostri colleghi. Era offeso, furioso, veniva toccata con accuse infamanti l'operatività degli ospedali, la cosa per lui più importante. Era successo anche nel 2007, dopo il sequestro di Daniele Mastrogiacomo: ricordo che al telefono con i rappresentanti del governo italiano urlava come un matto contro la chiusura del suo ospedale a Kabul, pensavo gli scoppiasse il cuore, scrissi a Roma dicendo che li avrei ritenuti responsabili se gli fosse venuto un infarto".

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Era stato anche accusato di fiancheggiare i terroristi. "Se parliamo dei difetti di Gino beh, li conoscevo meglio di tutti. Ma mettere in discussione l'integrità del lavoro di Emergency quello no, una vergogna vera. Sempre le stesse calunnie, lo accusavano come accusano oggi me che soccorro i migranti in mare. Cosa nascondete? Chi c'è dietro? Chi vi paga? E Soros? Magari Soros ci aiutasse per davvero".

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