Enrico Mentana è stato l’ospite speciale di Myrta Merlino, che ha approfittato della sua presenza in studio a L’aria che tira per trattare diversi argomenti di attualità politica. In particolare il direttore del Tg di La7 si è soffermato sui due leader del centrodestra. A partire da Giorgia Meloni, che si è piazzata all’opposizione con Fratelli d’Italia e sta raccogliendo i frutti di tale scelta, dato che il suo partito continua a mangiucchiare consensi alla Lega. Nelle ultime ore l’ex ministra ha picchiato duro sul Recovery Plan: “Nessuno in Italia ha ancora visto il testo che il Parlamento dovrà votare martedì”.
Enrico Mentana, la critica a Mario Draghi: "Recovery Plan? Poca ambizione e assalto alla diligenza, come Giuseppe Conte"
Accolto come salvatore della Patria, ora tutte le critiche sono rivolte a lui: Mario Draghi. Dopo il fuoco amico dei min...“Democrazia italiana, Costituzione e sovranità popolare buttate nella discarica. Tutto normale?”, ha chiesto provocatoriamente la Meloni. Una risposta è arrivata da Mentana: “Lei sfrutta un fatto che è un po’ vero e un po’ meno vero, come si fa in politica. Quando fai un piano che cambia la vita del Paese è possibile che questo non sia accompagnato da un dibattito politico, culturale ed economico su tutto questo? In realtà è stato trattato sin dall’inizio, a partire dagli sciagurati Stati Generali del governo precedente, come una ‘cosa loro’. Come facciamo a restituire ai giovani il loro diritto a stare nella società?”.
Mario Draghi, "impossibile tornare indietro": indiscreto-Mentana, perché il premier si gioca tutto col nuovo dl Covid
La bozza di decreto che verrà discussa in Consiglio dei ministri conferma che dal 26 aprile avverranno le riapert...Poi il discorso si è spostato su Matteo Salvini, per il quale Mentana ha speso un paragone che avrà fatto storcere più di qualche naso sia a destra che a sinistra: “Il Pci di Berlinguer era un partito di lotta e di governo, se facessi il paragone sarei sommerso di querele da tutte e due le parti. Salvini cerca di avere un ruolo, di farsi notare, è come il Nanni Moretti che chiede ‘mi si vede di più se ci vado o non ci vado?’. Lui ha scelto che la Lega abbia un ruolo di questo tipo”. Secondo il direttore del Tg di La7, Mario Draghi non potrà però continuare ad accettare a lungo questo atteggiamento da parte della Lega e del suo segretario: “Il problema è abbastanza patetico, è ridicolo che il governo si divida, dovrebbe soltanto rispondere alla domanda ‘è giusto o no riaprire?’”.