“Il solito Galli ne dice un’altra delle sue. Stavolta non gli sta bene il primo passo in avanti fatto da Draghi sulle riaperture”. Così Nicola Porro ha commentato l’intervento di Massimo Galli da Lilli Gruber a Otto e Mezzo, dove si è detto molto pessimista riguardo alle decisioni assunte da Mario Draghi. Il quale ha parlato di “rischio calcolato” in relazione alle riaperture, che saranno graduali e partiranno dal 26 aprile. Ma l’infettivologo del Sacco di Milano è assolutamente contrario: “Rischio calcolato male, abbiamo ancora più di 500mila attualmente positivi, il che vuol dire che sono almeno il doppio quelli che ci sono sfuggiti”.
Nicola Porro contro Enrico Letta con la felpa Open Arms: "Se lo fa Matteo Salvini è uno schifo"
“Se le usa Matteo Salvini fanno schifo, se le usa Enrico Letta allora le felpe vanno bene, soprattutto se è...“Insomma: il solito ritornello - ha commentato Porro sul suo sito - e poco importa se pure l’ad di Pfizer, Albert Bourla, ha assicurato che presto il coronavirus diventerà come una normale influenza. Poco importa se gran parte delle Regioni hanno ormai dati utili per allentare le maglie delle restrizioni. Per l’oracolo del lockdown dovremmo restare chiusi a oltranza, in barba alla crisi economica”. Poi il conduttore di Quarta Repubblica ha chiuso con un po’ di ironia: “È sicuro che gli italiani tra dieci giorni si riverseranno nei dehors per godersi un aperitivo. Tutti tranne uno: il rigorista Galli non ci sarà”.
Marco Travaglio, la prima pagina del Fatto quotidiano. "Comanda la Lega", la foto di Giorgetti che umilia Speranza
Si arrende Roberto Speranza e si arrende anche Marco Travaglio. La prima pagina del Fatto quotidiano sulle riaperture de...Dalla Gruber l’infettivologo era stato molto netto nel suo intervento contrario alle riaperture: “Abbiamo ancora una importantissima parte di 70enni, 80enni e 90enni non vaccinati. Rispetto a un Paese come la Gran Bretagna che ha chiuso per un periodo lungo e molto duramente e che ha circa 41 milioni di dosi somministrate, la situazione nostra è diversa. Il sistema dei colori è evidente che non ha funzionato, basta vedere soltanto l’esempio della Sardegna”.