Coronavirus, il sindaco cede la sua dose di vaccino e viene contagiato: "Io non mi chiamo Andrea Scanzi"

sabato 3 aprile 2021
Coronavirus, il sindaco cede la sua dose di vaccino e viene contagiato: "Io non mi chiamo Andrea Scanzi"
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Ha atteso il suo turno per farsi vaccinare, il sindaco di Santa Maria Alfredo Cesarini, proprio come il presidente Sergio Mattarella di cui il 25 marzo aveva pubblicato la foto su Facebook. Poi quando sarebbe toccato a lui, ha preferito cedere la sua dose a chi ne aveva più bisogno. E ora il primo cittadino del paesino in provincia di Ancona ha preso il coronavirus ed è stato ricoverato in ospedale. Una drammatica parabola italiana, ancora più significativa visto che da settimane si parla di furbetti del vaccino, riservisti alla Andrea Scanzi e categorie "privilegiate" che a seconda delle regioni pretendono di essere vaccinate prima degli over 80 e dei soggetti fragili. 

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"Sto migliorando notevolmente – ha spiegato ai microfoni di Mattino 5, su Canale 5 -, sono stati fatti dei bei progressi, ma non si vede ancora la via d'uscita". "La mia - ha messo in chiaro Cesarini - non sarebbe stata una furbata perché ne avevo pienamente diritto, però ho ritenuto giusto trasmettere il messaggio che dobbiamo tutti rispettare le leggi e le regole". Una scelta che gli fa onore ma che l'ha esposto al rischio di contagio, come effettivamente avvenuto. "Se oggi mi trovassi nelle stesse condizioni non esiterei a rinunciare nuovamente", ha però ribadito il politico. 

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"Un mese fa – ha scritto sul social - ho avuto l'occasione di vaccinarmi con giustificabili ragioni sanitarie, ma ho scelto di fare un passo indietro per non essere additato come 'privilegiato' o peggio 'casta'... (perché statene certi sarebbe accaduto! già proprio così sarebbe accaduto! però io non mi chiamo Andrea, non sono 'l’unto' pagato per sputare veleni e per pontificare in tv e poi... e quindi aspetterò il mio turno, come ha fatto il Presidente Mattarella). Ma io con quella scelta, che rifarei anche oggi, ho messo a rischio la mia salute e forse oggi non sarei qui da solo davanti a questa  finestra di una stanza di ospedale, con la stessa immagine fissa da giorni... Ed allora chiedo scusa se mi permetto di chiedere rispetto per chi fa vera Politica, per chi lavora seriamente. Per i tanti Sindaci seri e onesti, troppo spesso lasciati soli in questa terribile pandemia, alcuni di loro anche morti per Covid nello svolgimento del loro dovere. Chiedo rispetto!". Chissà se a Scanzi avranno nuovamente fischiato le orecchie.