Dl Sicurezza, il Cdm lo vara e in piazza esplode il caos

Scontri al sit-in a Roma tra forze dell'ordine e manifestanti contrari al decreto Sicurezza
venerdì 4 aprile 2025
Dl Sicurezza, il Cdm lo vara e in piazza esplode il caos
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Scontri al sit-in a Roma tra forze dell'ordine e manifestanti contrari al decreto Sicurezza. Gli attivisti della Rete No ddl Sicurezza-A pieno regime si sono dati appuntamento nel pomeriggio nella piazza del Pantheon. Poco dopo le 18.30, poi, un gruppo di persone si è spostato verso palazzo Chigi, provando a forzare il blocco degli agenti. Ne è seguito un quarto d'ora di tensione e lanci di bottiglie, con la polizia costretta a caricare utilizzando gli scudi antisommossa. A quel punto i manifestanti sono tornati al centro della piazza. 

Il presidio è stato organizzato dalla "Rete Nazionale No Ddl Sicurezza" che ha chiamato a raccolta società civile, movimenti, partiti e sindacati. Presenti alla manifestazione Pd, M5s, Avs, +Europa e Cgil. In piazza anche esponenti politici, per il Pd Francesco Boccia, Filippo Sensi, Beatrice Lorenzin, e il segretario romano Enzo Foschi; per il M5s le senatrici Aida Lopreiato, Elisa Pirro, Elena Sironi e Valentina D'Orso. Per +Europa Riccardo Magi.

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Mentre si verificavano gli scontri, il Consiglio dei ministri varava il decreto Sicurezza, un provvedimento che prevede una "specifica tutela legale a favore del personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico". "In altre parole - avrebbe detto la premier Giorgia Meloni dirante il Cdm, stando a quanto si apprende - i nostri agenti di polizia e i nostri militari che dovessero essere indagati o imputati per fatti inerenti al servizio potranno continuare a lavorare e lo Stato sosterrà le loro spese legali, fino ad un massimo di diecimila euro per ogni fase del procedimento. Una norma sacrosanta che le nostre forze di polizia aspettano da molto tempo, e che è nostro dovere assicurare loro". 

"Sono norme necessarie che non possiamo più rinviare - avrebbe aggiunto Meloni -. Ecco perché, d'accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all'esame del Parlamento, comprese le migliorie che vi ho appena ricordato, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore". E ancora: "È una scelta di cui ci assumiamo la responsabilità, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano. C'è chi l'ha definita 'scorciatoia', chi addirittura un 'blitz'. Ecco, io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il Governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza".

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