Il 20 novembre 2023, a 16 anni dall'omicidio, alla famiglia Poggi sarebbe stata sottratta della spazzatura: questo quanto emerge dagli atti dell'inchiesta sul delitto di Garlasco di cui l'Adnkronos è in possesso. Le indagini sulla morte di Chiara Poggi, la 26enne trovata morta nella villa di famiglia nel 2007, oggi sono concentrate su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, già archiviato otto anni fa. Mentre l'unico condannato è l'ex di Chiara, Alberto Stasi. In particolare, sono cinque i verbali con l'elenco dei reperti acquisiti e catalogati dai militari su richiesta della Procura e consegnati - tra il novembre e il dicembre 2023 - al laboratorio di genetica forense dell'Università di Pavia.
Il reperto in questione è stato catalogato come "numero 4 mozziconi di sigaretta MS prelevati dal sacchetto della spazzatura presso l'abitazione di via Pascoli di Garlasco (presso abitazione famiglia Poggi)". Per le nuove indagini, dunque, non è stata solo acquisita la traccia genetica sulla maniglia dell'auto di Sempio, la sua spazzatura o quella di una parente - bicchieri, mozziconi di sigarette, bottiglie d'acqua, fazzoletti di carta da cui poter estrarre materiale utile - ma ci si sarebbe spinti fino alla casa della vittima. Eppure mamma Rita Preda, papà Giuseppe Poggi e il figlio minore Marco erano in vacanza in Trentino il giorno dell'omicidio e la traccia genetica di Giuseppe Poggi è fin dal 2007 a disposizione degli investigatori.
Al momento il confronto tra i cinque Dna maschili estratti dai reperti (trovati nella spazzatura) con quello sulle unghie della vittima ha dato due risultati: uno certo, l'altro parziale che sarà ora al centro dell'incidente probatorio. Le analisi del genetista Carlo Previderé, incaricato degli approfondimenti dalla Procura di Pavia, hanno nuovamente escluso la presenza sulle unghie di Chiara Poggi del Dna del padre, e stabilito la "compatibilità" tra il materiale genetico trovato sulle unghie della vittima e quello della persona che la difesa di Alberto Stasi identifica come Andrea Sempio.
È in corso un intervento del Soccorso Alpino Valdostano per il recupero di due alpinisti bloccati sulla vetta del Gran Paradiso, a quota 4000 metri. I due, provenienti dall'est Europa (probabilmente cechi o slovacchi) hanno raggiunto la punta alle ore 17.00 ma, essendo esausti, non sono riusciti ad affrontare la discesa in sicurezza. Hanno richiesto soccorso alle ore 20.00 e riferiscono di essere in buone condizioni. Una squadra, composta da cinque tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e due Sagf di Entreves-Courmayeur, è stata portata in elicottero a quota 3000 metri e proseguirà via terra per raggiungere i due e portarli al rifugio Chabod o al Vittorio Emanuele a seconda della visibilità in quota. Al momento le condizioni meteo sono avverse. La squadra di soccorso e gli alpinisti sono in contatto costante con la Centrale Unica del Soccorso.
Papa Francesco ha celebrato, nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, la Santa Messa per la domenica di Pentecoste. Nella giornata di sabato il pontefice aveva ripreso tutte le sue attività dopo aver annullato i suoi impegni, venerdì, a causa della febbre.