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Maranza, la retata che tutta Italia aspettava

L'arresto dei criminali stranieri a Milano: un pezzo del Paese ha cominciato a dire basta
di Daniele Capezzone giovedì 3 aprile 2025

3' di lettura

Non dispiaccia ai retroscenisti desiderosi di cogliere i sospiri e i sussurri segreti di Elly & Giuseppi, agli esegeti delle dinamiche interne al Pd, agli analisti delle correnti del Nazareno, agli architetti (più spesso ai geometri) dell’alleanza di centrosinistra da costruire, a quelli che – dentro e fuori i palazzi romani – sono specializzati in un giro incessante intorno al proprio ombelico. E non dispiaccia nemmeno a chi – sul lato destro – rischia di replicare queste stesse dinamiche.

Sveleremo un segreto a questi sofisticati pensatori: giusto o sbagliato che sia, agli italiani di tutto ciò non interessa una mazza, come si dice a Oxford. Al contrario, chiunque sia minimamente connesso con la realtà sa che la notizia arrivata ieri da Milano ha davvero colpito – e per una volta, molto positivamente – un pezzo grande di opinione pubblica, non solo di destra.

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UN MECCANISMO OLIATO

La polizia, la Questura di Milano, con il coordinamento della Procura, hanno messo a segno una grande operazione (50 provvedimenti restrittivi) a carico di stranieri e italiani di seconda generazione. Tra gli indagati ci sono anche 18 minorenni. Le contestazioni? Quelle che fanno impazzire di rabbia le persone normali: furti, rapine, con successiva ricettazione e riciclaggio. E quel che è venuto fuori è esattamente ciò che tutti noi immaginavamo: una “filiera” che parte con una catenina strappata e finisce rivendendo gli oggetti sul mercato nero. Il tutto con ampio concorso di immigrati, italiani di seconda generazione, e una base logistica in un immobile occupato abusivamente.

C’è tutto: i ragazzotti (vigliacchi e violenti) che ti fanno male per derubarti, e una rete criminale (mica tanto miserabile) che ha trasformato tutto questo non in un pulviscolo di episodi isolati, ma in un oliato meccanismo per fare soldi.

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Complimenti, quindi, alle forze dell’ordine, a chi ha realizzato e coordinato l’indagine. Che è particolarmente significativa perché non si è risolta in una serie di fermi in flagranza di reato, ma è scaturita da una scrupolosa e articolata attività investigativa. Maranza o non maranza, ora questi criminali sanno che possono essere beccati anche molto tempo dopo la loro “bravata”, anche molti giorni o settimane dopo aver rotto il femore a una pensionata per strapparle la borsa, o dopo aver spaccato la faccia a un ragazzo per sfilargli l’orologio.

Per troppo tempo, da sinistra avevamo sentito parole non solo sbagliate, ma tragicamente stupide: è colpa nostra, non li abbiamo integrati, non li abbiamo ascoltati. Come se il disagio familiare e sociale potessero giustificare il fatto di fare male agli altri o la commissione di reati. Mentre da destra si ascoltavano quasi sempre parole giuste e appropriate, ma purtroppo non sempre supportate dalla sensazione di un reale cambio di passo sul piano dei fatti, dell’effettiva sicurezza dei cittadini.

Ecco: questa notizia (che non va sopravvalutata ma nemmeno sottovalutata) segna una possibile svolta. Sono personalmente testimone, nella sola giornata di ieri, di un numero non piccolo di persone che, incontrandomi casualmente per strada o scrivendomi sui social, mi hanno mormorato il loro “ha visto? ha sentito?”, finalmente con un’evidente soddisfazione.

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IL SOLLIEVO DI MOLTI

Diranno i soloni che si tratta dei penultimi che se la prendono con gli ultimi, di un ceto medio e medio basso incattivito. Sia consentito: sono tutte cazzate (stavolta cito una formula cara all’università di Cambridge). Non solo gli elettori di destra ma anche persone con una storia di sinistra (e che però non vogliono avere nulla a che fare con l’attuale sinistra fucsia) hanno provato ieri un piccolo ma chiarissimo moto di sollievo. In tanti siamo stanchi di entrare o uscire dalla metropolitana spaventati, di camminare per strada la sera con paura, di infilare la chiave nel portone di casa in fretta e furia perché potrebbe succederci di tutto. Ieri Milano ha forse iniziato a dire “basta”. Avanti così.

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