Analizzare il dna sulle unghie di Chiara Poggi e sui "campioni biologici e reperti" mai analizzati e confrontarli con quelli di Andrea Sempio, Alberto Stasi e di tutti gli uomini della "famiglia Poggi" o che "frequentavano abitualmente" la villetta dove il 13 agosto 2007 la 26enne fu trucidata con un oggetto contundente dal bordo tagliente mai ritrovato. Riparte da una maxi consulenza genetica il procedimento per il delitto di Garlasco. La gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, ha accolto la richiesta di incidente probatorio della pm Valentina De Stefano e l'aggiunto Stefano Civardi e ha nominato il professor Emiliano Giardina, il super esperto che decifrò 'Ignoto 1' nel caso dell'omicidio di Yara Gambirasio, come consulente terzo del tribunale per la "perizia genetica forense".
Fissata il 9 aprile alle ore 11 la prima udienza per il conferimento dell'incarico e la formulazione del quesito per svolgere nel contraddittorio gli accertamenti non ripetibili. Parteciperanno tutte le difese del caso: quella del 37enne amico di Marco Poggi, di nuovo indagato per omicidio volontario in concorso dopo l'archiviazione del 2017, con gli avvocati Massimo Lovati e Angela Taccia che hanno indicato come perito di parte Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma. La famiglia Poggi (il padre Giuseppe, la madre Rita e il fratello Marco) con i difensori Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna hanno nominato il genetista Marzio Capra come loro esperto. Infine i legali di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che già con la consulenza depositata ai pm a firma dello specialista in genetica medica, Ugo Ricci, e il genetista tedesco di fama mondiale, Lutz Roewer, stanno provando a riaprire la strada al processo di revisione per il loro assistito condannato a 16 anni in via definitiva nel 2015.
Sulla prova genetica si riparte proprio da dove ci si è interrotti 10 anni fa. Nei 5 punti indicati nella richiesta di incidente probatorio, i pm chiedono l'analisi tecnica sui "profili genetici" estrapolati dalle unghie di Chiara Poggi dal prof. Francesco De Stefano, perito della Corte d'assise d'appello di Milano nel processo bis, e ritenuti all'epoca non utilizzabili. La Procura chiede al perito di accertare se siano "utilizzabili". Giardina dovrà procedere anche all'estrazione del dna dai "para-adesivi" con cui sono state raccolte le impronte digitali rinvenute sulla scena del crimine e sugli oggetti analizzati nei laboratori del Ris di Parma durante le prime indagini; altri prelievi dai reperti mai sottoposti ad analisi o che hanno fornito un "esito dubbio" e conservati all'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Pavia.
Infine la comparazione tra questi profili genetici e quelli di Sempio, Stasi e i "membri di sesso maschile della famiglia Poggi" e di "altri eventuali" uomini che "frequentavano abitualmente" la "casa" di via Pascoli. Una lista dei nominativi, per effettuare "accertamenti o prelievi su persone viventi" di capelli, peli o mucosa del cavo orale, verrà stilata da Procura e difese nel contraddittorio e sottoposta al gip che, in caso di mancato consenso, può ordinare l'esecuzione coatta con provvedimento motivato se è indispensabile per la raccolta della prova.
È in corso un intervento del Soccorso Alpino Valdostano per il recupero di due alpinisti bloccati sulla vetta del Gran Paradiso, a quota 4000 metri. I due, provenienti dall'est Europa (probabilmente cechi o slovacchi) hanno raggiunto la punta alle ore 17.00 ma, essendo esausti, non sono riusciti ad affrontare la discesa in sicurezza. Hanno richiesto soccorso alle ore 20.00 e riferiscono di essere in buone condizioni. Una squadra, composta da cinque tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e due Sagf di Entreves-Courmayeur, è stata portata in elicottero a quota 3000 metri e proseguirà via terra per raggiungere i due e portarli al rifugio Chabod o al Vittorio Emanuele a seconda della visibilità in quota. Al momento le condizioni meteo sono avverse. La squadra di soccorso e gli alpinisti sono in contatto costante con la Centrale Unica del Soccorso.
Papa Francesco ha celebrato, nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, la Santa Messa per la domenica di Pentecoste. Nella giornata di sabato il pontefice aveva ripreso tutte le sue attività dopo aver annullato i suoi impegni, venerdì, a causa della febbre.