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Askatasuna, al presidio pro-centro sociale anche Alleanza Verdi e Sinistra italiana

lunedì 31 marzo 2025

2' di lettura

Sono 28 gli attivisti del centro sociale Askatasuna a processo. L'accusa? A sedici di loro associazione per delinquere. Quanto basta a scatenare un presidio di fronte al Palazzo di Giustizia Bruno Caccia di Torino. La protesta, denominata "Associazione per resistere", vede la partecipazione di oltre un centinaio di persone, dal movimento No Tav agli ambientalisti di Extinction Rebellion, passando dai collettivi di lotta per la casa a quelli universitari.

Ma non è tutto, perché a questi si aggiungono alcuni partiti della sinistra radicale, come Alleanza Verdi e Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista. "L'unica sentenza è continuare a lottare contro guerra e criminalizzazione del dissenso" si legge in uno striscione tenuto in mano dagli autonomi, che annunciano partiranno in corteo dopo la sentenza. Nel frattempo i manifestanti hanno occupato la carreggiata, bloccando il traffico in via Falcone dove c'è l'ingresso del Palazzo di giustizia. Sono numerose sul posto le forze dell'ordine.

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 Le richieste di condanne sono per un totale di 88 anni di carcere. La presidenza del Consiglio e i ministeri di Interno e Difesa, costituitisi parte civile nel maxi processo, hanno quantificato una richiesta di circa 7 mln di euro per i danni subiti e le spese sostenute da amministrazioni pubbliche e forze dell'ordine durante le manifestazioni. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere, richiesta per 16 persone, alla violenza aggravata a pubblico ufficiale, fino alla rapina e all'estorsione. Nella requisitoria dello scorso dicembre che si era conclusa con la richiesta pene, la procura aveva sottolineato che all'interno del centro sociale nel corso degli anni si è creata una vera e propria "associazione per delinquere" finalizzata a scontri di piazza e ad attacchi ai cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione in Valle di Susa. 

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