Davanti alla giudice per le indagini preliminari, così come avevano anticipato i rispettivi avvocati, Davide Lacerenza, Stefania Nobile e Davide Ariganello, principali indagati nell'inchiesta che gravita attorno alla Gintoneria di Milano, hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.
I tre non hanno rilasciato alcuna dichiarazioni davanti alla gip, Alessandra Di Fazio. Nobile, Lacerenza e Ariganello - ai domiciliari dallo scorso 4 marzo - hanno insomma tenuto la bocca chiusa.
Il legale che rappresenta Nobile e Lacerenza, Liborio Cataliotti, ha evidenziato la necessità di esaminare con attenzione gli elementi alla base dell'accusa prima di valutare eventuali richieste di revoca delle misure cautelari. Anche l'avvocato di Ariganello, Alessandro Cristofori, ha ribadito l'intenzione di approfondire il quadro probatorio prima di prendere decisioni in merito alla strategia difensiva.
Lo scorso 10 marzo, la giudice di Milano ha confermato il sequestro impeditivo d'urgenza della Gintoneria e dell'esclusivo privé La Malmaison. Il provvedimento, disposto nei giorni precedenti dalla pm Francesca Crupi, mira a scongiurare il rischio che l'attività possa proseguire tramite prestanome. L'inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, ha portato alla luce un presunto giro di droga e prostituzione che coinvolgerebbe entrambi i locali, conducendo all'arresto domiciliare dei tre indagati.
Secondo gli investigatori, la Gintoneria non era solo un locale notturno, ma il fulcro di un sistema illecito basato sulla vendita di cocaina, sull'organizzazione di incontri a pagamento con escort e su un complesso schema di riciclaggio di denaro. Tra la clientela figuravano personaggi di spicco come ereditieri, imprenditori, influencer e giornalisti di gossip.