Augusta, navi fantasma russe al largo: aperta un'inchiesta, i trasferimenti nel mirino

martedì 4 marzo 2025
Augusta, navi fantasma russe al largo: aperta un'inchiesta, i trasferimenti nel mirino
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Navi fantasma russe al largo di Augusta, in provincia di Siracusa. La Direzione distrettuale antimafia di Catania, guidata dal procuratore Francesco Curcio, avrebbe aperto un fascicolo su alcune petroliere sospette che starebbero navigando al largo delle coste siciliane, fermandosi di tanto in tanto di fronte ad Augusta. Lo riporta l'Ansa. Grazie all'elenco delle navi che attraccano ad Augusta e a Santa Panagia, sempre in provincia di Siracusa, è stato possibile ricostruire una serie di trasferimenti di petrolio "ship-to-ship", da nave a nave, avvenuti appena fuori dalle acque territoriali italiane.

Nei giorni scorsi, come riporta il quotidiano La Sicilia, la trasmissione Report, in un'inchiesta con Greenpeace, aveva definito il Mediterraneo di fronte alla Sicilia orientale come il nuovo "hub" per gli scambi da nave a nave, incluse quelle della "shadow fleet" (flotta fantasma) della Russia. "Negli ultimi due anni, il volume di greggio russo trasportato dalla shadow fleet è cresciuto in maniera esponenziale, fino a coprire il 70 per cento delle esportazioni totali russe via mare", si legge nell'indagine dell'associazione ambientalista. In questo modo, si aggirerebbero le sanzioni occidentali contro la Russia per l'aggressione all'Ucraina. Al momento, infatti, è vietato ai paesi dell'Unione Europea, del G7 e all'Australia di importare il petrolio e molti dei suoi derivati da Mosca.

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 "Al contempo agli stessi Paesi non è consentito fornire servizi di assistenza tecnica, intermediazione e assistenza finanziaria a nessuna delle entità coinvolte nel trasporto marittimo di petrolio russo. È proibito partecipare consapevolmente in attività svolte con lo scopo di eludere le sanzioni imposte, tra cui operazioni StS (ship to ship, ndr) finalizzate a "riciclare" petrolio russo o consentire a un carico originato da una imbarcazione sottoposta a sanzioni di proseguire il suo viaggio", ha spiegato Greenpeace. Proprio questo, invece, sarebbe avvenuto al largo delle coste siciliane.

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