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Alessia Pifferi, "Come mi hanno ridotto in carcere". E diserta il tribunale
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Alessia Pifferi ha rinunciato a essere presente in aula. Una decisione arrivata dopo essere stata aggredita da un'altra detenuta nel carcere di Vigevano (Pavia). Un attacco che sarebbe costato quattro punti di sutura sul volto della 38enne condannata in primo grado all'ergastolo per la morte della figlia Diana. La piccola è stata abbandonata per sei giorni e lasciata morire di stenti a soli 18 mesi nell'estate 2022. Già il 12 aprile scorso, durante le sue dichiarazioni spontanee, aveva detto che "in carcere (all’epoca era San Vittore, ndr) le altre detenute mi hanno picchiata, la notte mi urlano 'mostro', 'assassina', 'devi morire', 'meriti tante botte'".
"Non so cosa sia successo, però è un carcere penso che in un carcere non ci sia propriamente un ambiente calmo e tranquillo. Se sono preoccupata per lei? Lei lo è per noi e per quello che ci sta facendo passare? A me non sembra", ha subito commentato la sorella Viviana. Proprio il suo legale di parte civile, Emanuele De Mitri, ha reso noto di aver ricevuto gli atti del cosiddetto fascicolo 'Pifferi bis', inchiesta che riguarda l’attività di alcune psicologhe (ora indagate) che in carcere avrebbero somministrato e 'pilotato' un test cognitivo e avrebbero suggerito all'imputata di raccontare di presunti abusi per usufruire di eventuali benefici nel processo.
"Non voglio più vivere": così Alessia Pifferi cerca di togliersi la vita in carcere
Documenti che dunque che l'avvocato chiede di acquisire. Eppure sull'acquisizione degli atti, si è opposta il sostituto pg Lucilla Tontodonati che ha definito la richiesta di acquisizione "inammissibile e tardiva". Di più: la mossa del pubblico ministero De Tommasi viene definita "un'anomalia fatta da chi non è titolare del procedimento" e riguarda "tutto atti precedenti alla sentenza di primo grado. Qualora fossero stati utili all'andamento del processo sarebbero stati utilizzati in quanto rilevanti. La richiesta è dunque inammissibile e tardiva, e presentata da chi non ha titolo per interloquire in questo processo".
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