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Papa Francesco, "cos'ha fatto 3 giorni prima del ricovero": l'indiscrezione che cambia il quadro
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Le condizioni di salute di papa Francesco segnano un altro, piccolo, miglioramento. Sono quasi le sette di sera quando il bollettino oramai giornaliero informa che «la lieve insufficienza renale è rientrata», che «continua l’ossigenoterapia ad alti flussi» e che non ci sono state «crisi respiratorie». La prima buona notizia è che la Tac al torace, eseguita la sera del giorno prima, «ha evidenziato una normale evoluzione del quadro flogistico polmonare». Inoltre «gli esami ematochimici ed emacrocitometrici hanno confermato il miglioramento» delle ore precedenti. Ciò nonostante la prognosi resta riservata.
È il tredicesimo giorno (ieri) di ricovero per Bergoglio: inizia «in poltrona» con la continuazione «delle terapie» e prosegue con la nomina di quattro nuovi vescovi (José Francisco González González, arcivescovo metropolita di Tuxtla Gutiérrez in Messico; Peter Mel Murphy, vescovo di Armidale in Australia; Andrés Sáinz Márquez, vescovo prelato di Jesús María ancora in Messico e Josaphat Jackson Bududu, vescovo ausiliare di Tabora in Tanzania).
Chi è spuntato a San Pietro per il Rosario per Papa Francesco: il caso scuote il Vaticano
Tre giorni prima di arrivare al Gemelli, si apprende, il papa ha istituito una commissione volta a incentivare le donazioni per il Vaticano. Si tratta della Commissio de donazionibus pro Sancta Sede, il cui nome dice tutto: il suo scopo è appunto far leva su apposite campagne presso i fedeli, sulle conferenze episcopali e su altri potenziali benefattori, «sottolineandone l’importanza per la missione e per le opere caritative, nonché per reperire finanziamenti da volenterosi donatori per specifici progetti presentati dalle istituzioni della curia romana e dal governatorato dello Stato Città del Vaticano», precisa una nota stampa della Santa sede.
È fuori dal policlinico, tuttavia, che si riversano i fedeli.
La statua di San Giovanni Paolo II nel piazzale della struttura sanitaria che ospita Bergoglio al decimo piano diventa una sorta di “altare votivo”: chi si ferma per recitare qualche preghiera, chi porta dei fiori e delle rose bianche (le preferite del papa), chi appende disegni fatti per l’occasione da tanti bambini e pieni di arcobaleni, chi deposita qualche cero o lumino con l’immagine della Madonna.
"Insufficienza renale rientrata. Ecco cosa rivela la tac": Papa Francesco, l'ultimo bollettino
Alle 21 in piazza San Pietro si recita il rosario (a tenerlo è il cardinale Giovanni Battista Re, cioè il decano del collegio cardinalizio: la notizia viene rilasciata sui social network), qualche ora prima nella cappella del Gemelli il cardinale vicario di Roma Baldo Reina e il cappellano dell’ospedale Nunzio Currao celebrano la messa (e, a sorpres,a arriva un messaggio di papa Francesco che ringrazia per la partecipazione). Diana Guspero, che è una delle principali rappresentanti del tango argentino, invita «tutti i tangheri del mondo a scendere in pista all’ospedale Gemelli per ballare dinanzi alle finestre della stanza del papa» in modo da fargli sentire «tutto il nostro affetto, la nostra riconoscenza, il nostro amore e soprattutto il nostro sostegno».
«Le uniche parole per il papa sono le preghiere e la parola di dio», dice, in giornata, il presidente della Cei Matteo Zuppi, «continuano con tanta fiducia, speranza e affetto e obbedienza». Circola anche l’incipit della catechesi che Bergoglio ha preparato in vista dell’udienza generale che doveva tenersi ieri: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola» (un testo che si riferisce alla reazione di Simeone durante la presentazione di Gesù al Tempio). «Il vecchio Simeone vede la morte non come la fine, ma come compimento, pienezza, la attende come “sorella” che non annienta ma introduce nella vita vera che egli ha già pregustato e in cui crede», spiega il papa in quello che, comunque, come ricorda il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni, è un documento che «è stato preparato prima del ricovero» e che semplicemente rientra nel ciclo delle catechesi dell’anno giubilare.
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Qui rido io: Toni Servillo oltre il mito Scarpetta
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