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Bimba sbranata ad Acerra, il super-testimone in ospedale: "In che condizioni è arrivata"
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A "Ore 14" di #MiloInfante, il super-testimone: era presente al pronto soccorso dove è stata portata #GiuliaLoffredo dopo essere stata sbranata dal pitbull. "La bimba aveva le labbra nere, il sangue secco. Il racconto del padre non reggeva, subito smentito"
Nuovi pesantissimi dettagli sulla morte di Giulia Loffredo, la bimba di 9 mesi uccisa ad Acerra, sbranata da un pitbull in circostanza che sono, però, tutt'ora misteriose. I nuovi dettagli emergono da una testimonianza proposta da Ore 14, il programma condotto da Milo Infante su Rai 2, che ha intervistato un super-testimone, un uomo che era presente al pronto soccorso dove è stata portata la bimba la sera della morte.
Il racconto è terribile: il testimone riferisce del sangue ormai asciutto sulla tutina, le labbra scure, una versione dei fatti fornita dal padre che non regge e che viene smentita. "Ho toccato il sangue sulla tutina e non mi sono sporcato le mani, era secco", ha affermato l’uomo, aggiungendo che "la bambina aveva le labbra nere, i morsi si vedevano, erano evidenti". Il testimone ha poi ricostruito il racconto iniziale fornito dal padre di Giulia, Vincenzo Loffredo: "Il padre ha detto che per proteggere il cane si era messo in mezzo e le era caduta la bambina dalle braccia ed era stata morsa, ma se ti metti tra preda e cane qualche morso lo prendi", ha scandito davanti alle telecamere del programma Rai.
Le indagini proseguono per chiarire i tanti interrogativi che ancora avvolgono la vicenda. Tra le azioni disposte dalla Procura di Nola c'è il sequestro del telefono cellulare di Vincenzo Loffredo, il padre, indagato a piede libero per omicidio colposo a causa dell’omessa custodia e vigilanza dell’animale. Gli inquirenti intendono analizzare i dati del dispositivo, cercando elementi che possano far luce su eventuali spostamenti dell’uomo quella notte o sull’uso del cellulare durante l’ora in cui ha dichiarato di essersi addormentato, senza accorgersi di quanto stava accadendo alla sua bambina, che dormiva accanto a lui nel letto matrimoniale.
E ancora, si apprende che nelle prossime ore, la Procura nominerà un consulente tecnico d'ufficio incaricato di esaminare il dispositivo. L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio gli eventi di quella notte e sciogliere i numerosi dubbi che ancora avvolgono la tragica scomparsa della piccola Giulia.
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