Compagni, ci scappa da ridere. La prof antifascista, quella della lettera agli studenti sul fantomatico ritorno delle camicie nere per la rissa davanti alla scuola di Firenze, è del Pd. In redazione, a tal proposito, girava una battuta, che però alla fine era un presentimento, ormai all’universo Dem siamo avvezzi. Comunque: Annalisa Savino, nuova paladina dei progressisti, nel 2009 si è candidata alle primarie locali dei democratici, collegio Empoli -Scandicci, a sostegno di Simone Siliani (ex consigliere regionale della Toscana) che a sua volta supportava Ignazio Marino, poi sconfitto da Pierluigi Bersani. Il nome della prof del liceo Leonardo da Vinci (quello della rissa è un altro, il Michelangiolo) figura ancora sul sito del partito. Sul profilo Facebook della Savino invece non ne troverete traccia, perché il profilo l’ha cancellato, tardi però, perché lo screenshot in cui invitava i militanti a votare l’avevamo già salvato (“Primarie Pd, hai 16 anni? Anche tu puoi votare”). «Certo, Annalisa mi sosteneva, la conosco bene», dice a Libero Siliani. «Non ci vedo niente di male: l’articolo 49 della Costituzione sancisce la libertà di fare politica». Certo, e infatti il punto non è questo. Ora si è scoperto perché la prof condanna a senso unico le violenze. La Savino distribuisce ai ragazzi volantini farneticanti sui sintomi, la nascita e lo sviluppo del fascismo, i giornaloni ovviamente si prostrano, e il Pd ieri l’ha invitata in parlamento «per riconoscere e contrastare pericolose derive antidemocratiche», le ha scritto in una lettera Debora Serracchiani, capogruppo Dem alla Camera.
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ECCO LA SERRACCHIANI - L’invito inizia così: «Nella speranza che vi siano nelle nostre istituzioni più persone che come lei si assumono l’onere di difendere i valori costituzionali...». Serracchiani argomenta: «Nelle parole che ha sentito di rivolgere ai suoi studenti c’è il medesimo sentimento che ha ispirato i nostri Padri Costituenti settant’anni fa, la difesa della libertà, del pensiero plurale e del metodo antidemocratico, il rifiuto della violenza e di ogni forma di sopraffazione». E ancora: «Le parole intimidatorie del ministro dell’Istruzione Valditara non possono che trovare la nostra ferma condanna». Rossano Sasso, deputato della Lega, del ministero dell’Istruzione è stato sottosegretario, ed è stato lui, in aula alla Camera a metterci la pulce nell’orecchio: «Non ha nulla da temere la dirigente scolastica militante del Pd, perché poi si scoprono le cose. Si scoprono le cose... Le cose si scoprono... È consentito propagandare le proprie idee sulle primarie del Pd a mezzo social, ma dovete mettervi in testa che la scuola non è più una vostra proprietà culturale». Con una nota è intervenuto anche il capogruppo a Firenze del Carroccio, Federico Bussolin: «La scuola è luogo di educazione e formazione, non venga usata da un partito per fare politica». Attenzione, irrompe Laura Boldrini: poteva mancare? «Mi ha fatto piacere parlare oggi con Annalisa Savino alla quale ho voluto esprimere la mia solidarietà e gratitudine per aver scritto una lettera agli studenti e alle studentesse ispirata ai valori della Costituzione. È doveroso spiegare ai giovani l’importanza dell’antifascismo». La risposta, pur indiretta, ce la invia pochi minuti dopo l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi: «Il Pd usa l’antifascismo come una clava propagandistica, e purtroppo lo fa sempre più spesso durante le ore di lezione. Io ho fatto politica studentesca all’università», dice a Libero l’eurodeputata toscana, «ho subìto più volte aggressioni denunciate alle autorità da parte dei collettivi studenteschi di sinistra e non ho mai ricevuto lettere di solidarietà dei professori contro i metodi fascisti della sinistra. Il Pd attraverso un esercito sparso tra i professori usa l’antifascismo a proprio uso e consumo per indottrinare e addomesticare gli studenti. Sono molto preoccupata per mia figlia», conclude la Ceccardi, «che un domani forse si troverà a subire l’ideologia di certi prof».
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PROPAGANDA - Nel frattempo - ecco - tanti altri presidi sparsi per l’Italia stanno elogiando l’eroico gesto dell’ormai famosa collega Savino, la novella Che Guevara. La sua lettera di denuncia è già stata affissa in un sacco di scuole dove altri progressisti tentano di fare proseliti, e così incendiano il clima. Va poi segnalato che non solo la prof antifascista si è candidata col Pd, ma che toh, ha pure partecipato a una serie di battaglie della Flc Cgil, e una di queste l’ha vista firmataria di un appello contro l’uso delle prove “Invalsi” come strumento di valutazione degli istituti e degli studenti. Il marito, inoltre, è dirigente Lega Coop. Nel frattempo ha iniziato a circolare un’altra voce (un’altra) ossia che la prof Savino, l’antifascista, l’anno prossimo voglia candidarsi col Pd alle elezioni comunali di Firenze. Un’altra battuta? Dai che ci prendiamo anche stavolta.