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Chi l'ha visto, "Francesco e Sofia spariti a Verona": tragica scoperta
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Sono stati trovati morti Sofia Mancini, 22 anni, e Francesco D'Aversa, 24, i due giovani scomparsi da lunedì nel veronese. L'auto su cui viaggiavano, una Fiat 500 bianca, è stata ritrovata nella mattinata di oggi, giovedì 20 ottobre, completamente distrutta, in una scarpata a lato della carreggiata della strada statale 450, in direzione di Affi, provincia di Verona. Come si temeva non appena l'auto è stata identificata, all'interno giacevano i corpi senza vita dei due ragazzi.
I due ventenni erano scomparsi dalla notte del 18 ottobre, dopo aver trascorso una serata nella discoteca "Amen" di Verona, nella località Torricelle. A lanciare l'ultimo appello, solo ieri sera, nella puntata di mercoledì 19, è stato il programma Chi l'ha visto di Rai 3, che ha reso pubblica la storia per aiutare le rispettive famiglie a trovare i figli dispersi. Secondo quanto raccontato nella trasmissione dalla conduttrice Federica Sciarelli, i due giovani si conoscevano da pochi giorni e, in preda all'entusiasmo, avevano deciso di trascorrere una giornata insieme a Verona. Sarebbe stata Sofia, che non abitava a Verona ma a Costermano sul Garda, a raggiungere Francesco, che invece viveva in città, facendosi accompagnare dal fratello. Poi, al rientro, sarebbe stato proprio Francesco a dover riaccompagnare la ragazza a casa.
Ma da lì i due ragazzi sono scomparsi nel nulla. Nessuna traccia nemmeno sui cellulari, che risultavano spenti. Solo la mattina dopo la scomparsa, martedì, i cellulari dei due giovani sono stati agganciati da una cella telefonica tra Lazize e Calmasino, ma subito dopo il segnale era nuovamente sparito. Per le ricerche, scattate il giorno successivo alla scomparsa, si sono attivati, oltre ai vigili del fuoco e alle unità cinofile, anche tanti volontari. Per sorvolare la zona è stato utilizzato un elicottero Drago 149. Nelle ultime ore poi, le ricerche si sono intensificate facendo anche alzare in volo i droni per perlustrare la zona del lago di Garda compresa tra Calmasino, Lazise e Bardolino. Ora, però, il terribile epilogo.
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La Postina con Zanellato diventa Dotta
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