L'ultima provocazione russa contro il governo italiano: "Le forniture di armi all'Ucraina non aiutano a risolvere il problema del caro-bollette". Firmato: l'ambasciata della Federazone russa a Roma, sulla sua pagina Facebook ufficiale, postando immagini di missili anti-carro e bombe da mortaio italiane finite nelle mani dei militari di Putin. "Siamo alle intimidazioni aperte - scrive su Twitter Filippo Sensi del Pd -. Mi chiedo cosa si aspetti non a convocare, ma a prendere provvedimenti nei confronti della ambasciata russa e della sua comunicazione social. Siamo un paese libero e con una grande diplomazia. Ma questo è un problema politico serio. Inaccettabile".
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Il commento dell'ambasciata russa, più minaccioso che ironico, arriva subito dopo il via libera del governo Draghi, con uno dei suoi ultimi atti, al quinto decreto interministeriale sulla "cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari" all'Ucraina. I contenuti classificati del provvedimento sono stati illustrati oggi - come nelle altre quattro volte precedenti - dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini al Copasir. Quest'ultimo, informa il presidente Adolfo Urso, ha riscontrato l'aderenza del testo "alle indicazioni e agli indirizzi dettati dal Parlamento".
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Sul punto c'è l'accordo della premier in pectore del prossimo governo di centrodestra, Giorgia Meloni, che oggi nel corso di una prima telefonata ha ricevuto i ringraziamenti dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l'invito "a recarsi quanto prima a Kiev". Mentre lei ha confermato il suo "pieno sostegno alla causa della libertà del popolo ucraino".