Governo, "Sono preoccupato...". La frase in ascensore che ha scatenato l'ira di Draghi in pochi minuti

venerdì 20 maggio 2022
Governo, "Sono preoccupato...". La frase in ascensore che ha scatenato l'ira di Draghi in pochi minuti
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Un vero e proprio regolamento di conti. Mario Draghi è sempre in più in pressing sulla maggioranza che sostiene il suo governo per portare a termine la missione Pnrr. Il premier ha fretta di chiudere la partita e così ha accelerato i tempi. Di fatto da palazzo Chigi è filtrata non poca preoccupazione per i ritardi sul ddl Concorrenza.

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Draghi ha atteso diversi mesi e alla fine si lasciato andare a una sfuriata abbastanza dura. Il Consiglio dei Ministri convocato ieri d'urgenza e durato solo 10 minuti per ribadire la linea del premier e mettere in riga i partiti, sarebbe la punta dell'iceberg dei malumori che si annidano dalle parti di palazzo Chigi. Tutto è cominciato nella mattinata di ieri. Finita la seduta di Montecitorio, Draghi, come ricostruisce laStampa, avrebbe avvicinato il forzista Barelli. I due hanno un buon rapporto, sono stati a stretto contatto per la mediazione sul nodo catasto. Draghi avrebbe avvicinato il forzista con queste parole: "Sono molto preoccupato per il ddl Concorrenza, sono trascorsi mesi e non si è risolto nulla".

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La conversazione a quanto pare sarebbe cominciata all'interno dell'Aula della Camera. Subito si crea un capannello di parlamentari alle spalle del premier. Qualcuno intuisce subito che c'è qualcosa di strano in quella conversazione. I due si isolano e continuano a discutere. Prima nelle stanze dietro il Transatlantico, poi nell'ascensore. Il forzista prova a tranquillizzare Draghi: "Le soluzioni si sono sempre trovate e si troveranno anche stavolta, serve buona volontà, ma è importante che ce la mettano tutti". Parole che però non sono bastate a calmare Draghi. Da lì a poco è scattata la convocazione del Consiglio dei Ministri. Un messaggio chiaro alle forze politiche della maggioranza: senza un'accelerazione sul Pnrr, il governo rischia di non arrivare in fondo alla sua corsa.