Pescara, audio-choc: "Fuori il nome di chi ha il ciclo, sennò vi calo le mutande", orrore al supermercato

mercoledì 27 aprile 2022
Pescara, audio-choc: "Fuori il nome di chi ha il ciclo, sennò vi calo le mutande", orrore al supermercato
2' di lettura

Un assorbente usato e lasciato fuori dal cestino del bagno, ha scatenato la caccia alla responsabile. Una dirigente di un supermercato di Pescara ha infatti intimato i capireparto: "Voglio il nome e cognome di chi oggi ha il ciclo mestruale, ok? Sennò le calo le mutande io". L'audio a dir poco sconvolgente è arrivato fino alla Filcams Cgil, dando inizio a un'indagine su cui il sindacato dovrà far chiarezza. Oltre alla minaccia, la dirigente sarebbe nel mirino delle associazioni per un fatto ben più grave. Questo avvenuto dopo il rifiuto delle dipendenti di soddisfare la richiesta del capo.

Padova, Ilaria morta al bar a 33 anni: incinta, il malore improvviso

Non è riuscita neanche a vedere gli occhi della sua bambina partorita con un cesareo d'urgenza: Ilaria Calleg...

"Visto il rifiuto - spiega durante una conferenza il segretario regionale Filcams per Abruzzo e Molise, Lucio Cipollini - la violenza verbale si è poi tramutata in fisica quando si passati dalle parole ai fatti". Eppure il fatto non è isolato, tanto che Filcams ha confermato la volontà di procedere con una denuncia in Procura e con una serie di iniziative sindacali. "Dalla nostra rete di monitoraggio emergono situazioni, in generale e in particolare, che denotano quanto il personale sia esposto a vessazioni - prosegue -. Ma mai si era arrivati a un fatto tanto grave come quello del supermercato con quelle parole sconcertanti da parte della titolare".

Venezia, Santina Zampieri muore a 42 anni di Covid: "Tre mesi fa...", un paese in lutto

Dopo un lungo ricovero è morta Santina Zampieri. La 42enne di Basse a Campolongo Maggiore, nel Veneziano, si &egr...

A maggior ragione in tempi in cui i commessi si trovano a sopportare carichi di lavoro pesanti. Da una parte, le attività della piccola e media distribuzione che "vantano fatturati significativi perché si è tornati alla spesa quotidiana nel negozio di vicinato". Dall'altra parte "gli ipermercati che si reggevano sulla grande spesa settimanale o quindicinale e che ora soffrono". In ogni caso, conclude Cipollini, "situazioni di crisi o di difficoltà che non possono in alcun modo giustificare questi atteggiamenti". 

Mondovì, scandalo in ospedale: infermiere nude in doccia, intanto il 50enne...

Un uomo di 50 anni è stato individuato dai carabinieri e denunciato a piede libero: lavorando come addetto di una...