A un passo dagli 80mila contagi al giorno, ma la quarta ondata del Covid, sulla spinta della variante Omicron, è ancora lontana dal "picco". Il record storico di positivi dall'inizio della pandemia nel febbraio 2020, registrato con il bollettino del 28 dicembre, è insomma destinato a impallidire di fronte a quanto accadrà tra qualche settimana. Ad anticiparlo è Roberto Cauda, direttore di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, che al Giornale spiega come i modelli utilizzati fin qui per arginare il virus, quarantena, isolamento, tamponi e vaccini, debbano essere rivisti e corretti.
Ridurre la quarantena, ad esempio, è una ipotesi percorribile. "All'inizio i giorni erano 14 poi sono stati ridotti - spiega il professore, da qualche giorno anche membro dello Scientific Advisory Group dell'Agenzia europea per i farmaci, l'Ema -. Ora dobbiamo fare i conti con Omicron che ha tempi incubazione più brevi rispetto alle precedenti varianti. Dunque occorre tener conto di questo dato e del fatto che circa il 29% della popolazione ha ricevuto già anche la terza dose e il 90% è protetto con la seconda".
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Sul vaccino, inoltre, occorre tenere conto che Omicron "buca" la protezione, ma anche che il siero "comunque protegge bene da malattia grave. Non dall'infezione ed è per questo che abbiamo numeri in crescita che poi diventano un problema per la sanità pubblica". Anche per questo l'ipotesi concreta è quella di un boom di contagi durante e dopo le feste: "In tempi ravvicinati arriverà una nuova onda d'urto tra gennaio e febbraio. Quindi se una grande quantità di persone sarà costretta in quarantena non è sbagliato introdurre distinguo tra chi ha già ricevuto la terza dose ed è quindi molto ben protetto e chi invece ha ricevuto una seconda dose da più di sei mesi. Capisco che possa sembrare che si navighi a vista ma occorre accumulare dati sulla base dell'esperienza. Per esempio non sappiamo quanto dura la protezione della terza dose. Potrebbe anche chiudere la partita o invece potrebbe essere necessario un nuovo richiamo".
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Restano i dubbi sulla capacità di Omicron di essere letale come la Delta. Di sicuro, "data la sua velocità entro fine anno avremo una maggioranza di casi Omicron". In attesa dell'ineluttabile sorpasso e di un aggiornamento dei vaccini, la ricetta per limitare i rischi è sempre la stessa: "Indossare la mascherina all'aperto e ad evitare assembramenti. Anche in casa".