L’ingresso dei talebani a Kabul in Afghanistan ha scatenato un’ondata di terrore in tutto il mondo: il pericolo imminente è che la clamorosa rivincita degli “studenti coranici” possa rivitalizzare il fanatismo islamico. Il rischio terrorismo, insomma, è dietro l’angolo e l’intelligence lo sa bene. Difficile dimenticare per esempio che nel 2014, quando i jihadisti proclamarono la nascita del Califfato Islamico in Iraq e in Siria, seguirono diversi attentati, come gli attacchi ai bagnanti in spiaggia o al Museo del Bardo in Tunisia. E l'Europa non venne risparmiata: i terroristi misero in ginocchio soprattutto Francia, Germania e Belgio.
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Sotto la coltre di silenzio dei media generalisti, si sta consumando una vera "guerra antipapale", portata ava...Stando a quanto sostiene Luigi Bisignani sul Tempo, però, pare che l’Italia – nel caso in cui il rischio terrorismo fosse reale – potrebbe sfuggire agli attacchi. In che modo? Grazie a Papa Francesco si sarebbe aperto inaspettatamente nelle ultime ore un canale riservato tra Santa Sede e talebani per creare un reale corridoio umanitario, cosa che l'Europa non è ancora riuscita a fare. Bisignani, in particolare, scrive che al momento starebbero lavorando “la Segreteria di Stato e la Congregazione delle Chiese Orientali con una triangolazione che passa dalla Turchia di Erdogan, e che vede nella collaborazione con i talebani un ulteriore passo per il suo sultanato”.
Insomma, potrebbe essere Bergoglio – con la sua attività sotto traccia – a salvare l'Italia da eventuali attacchi. “Per Draghi, che ha studiato dai gesuiti – scrive infine Bisignani – potrebbe essere un altro gesuita a corrergli in aiuto. Una mano lava l’altra”.