Coronavirus, il report della task force russa contro Giuseppe Conte: "In Italia troppi errori fatali, medici mandati al massacro"

sabato 19 giugno 2021
Le bare delle vittime del Coronavirus a Bergamo

Le bare delle vittime del Coronavirus a Bergamo

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Errori fatali, ritardi, medici mandati al massacro. L'ex premier Giuseppe Conte che ha minimizzato la gravità della pandemia, "monitorata ma non impedita". È quanto emerge dal report di 11 pagine scritto in russo e inglese dai due scienziati a capo della task force arrivata da Mosca insieme a 104 militari che hanno lavorato a Bergamo dal 22 marzo al 9 aprile 2020, fianco a fianco con i nostri medici in un'operazione di intelligence che avrebbe consentito alla Russia di realizzare di corsa il vaccino Sputnik-V.

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Dai medici russi indipendenti, riporta il Giornale, arriva un'accusa pesantissima che potrebbe anche finire dentro il fascicolo per epidemia colposa aperto a Bergamo dalla Procura dopo la denuncia del team di legali guidati da Consuelo Locati, in difesa della memoria delle oltre 500 vittime di Covid nella Bergamasca, e aggravare la posizione del governo, del ministro Roberto Speranza e dei vertici del ministero della Sanità per il mancato piano pandemico. 

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Nel report Natalia Yu. Pshenichnaya e Aleksandr V. Semenov fanno a pezzi la gestione della pandemia del governo giallorosso: "Nonostante informazioni ampiamente tempestive di una imminente pandemia - si legge - il sistema sanitario non era preparato al drammatico aumento di pazienti con malattie respiratorie nella prima ondata - nonostante il proclama siamo pronti del premier alle Camere del 31 gennaio 2020 - le misure di contenimento dell'infezione non erano pienamente implementate e hanno anche portato a un contagio del personale medico e infermieristico". E ancora: "La parte fragile della popolazione non è stata assistita in tempo a causa della mancanza di posti letto e di personale ben addestrato". Peggio ancora, l'aver affiancato ai medici in ospedale quelli in pensione "con precedenti morbilità ha messo a rischio le loro vite". "Nella seconda ondata ci sono stati ritardi e sottovalutazioni, che hanno innescato una curva dei contagi crescente" per colpa di "misure restrittive decise in ritardo".

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