Funivia Stresa Mottarone, una strage per questione di ore: "Manutenzione dei freni", dettaglio sconvolgente

sabato 5 giugno 2021
Funivia Stresa Mottarone, una strage per questione di ore: "Manutenzione dei freni", dettaglio sconvolgente
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Da inizio anno erano già stati richiesti tre interventi per la manutenzione della funivia del Mottarone precipitata lo scorso 23 maggio con 15 persone a bordo. Il terzo ci sarebbe dovuto essere proprio il giorno dopo la tragedia. A occuparsi di quest'aspetto erano il gestore della funivia, Luigi Nerini, che pagava un canone di 128 mila euro annui all'azienda produttrice Leitner, e il responsabile d'esercizio Enrico Perocchio. Quest'ultimo, in particolare, faceva intervenire le ditte ritenute più idonee per la riparazione. Nel caso specifico del sistema frenante della funivia - come riporta La Stampa - erano stati chiamati i tecnici della Rvs di Torino, specializzati in impianti a fune.

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I problemi descritti dal caposervizio Gabriele Tadini, unico indagato ora ai domiciliari, riguardavano tutti la cabina 3, quella che poi è crollata: faceva rumori strani e perdeva olio. Inoltre il sistema idraulico spesso mandava in avaria l'impianto. "La prima chiamata per mettere a posto il sistema frenante risale al 5 febbraio - ha detto l'avvocato Marcello Perillo, che difende Tadini -. Dopo venti giorni circa, ecco una seconda chiamata per lo stesso problema, ma la manutenzione interviene solo il 30 aprile, come emerge dai documenti. Quanto alla terza richiesta di intervento, sempre per quel problema al sistema frenante, è stata avanzata a Perocchio la prima settimana di maggio. Ma non è così chiaro se l'intervento fosse in programma. Di sicuro fino al 23 maggio, quindi fino al giorno del disastro, l'intervento non era stato fatto".

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Dunque, ci sarebbero stati due tentativi di riparazione. E un terzo non ancora eseguito: secondo alcune voci riportate dal quotidiano torinese sarebbe stato in programma il giorno successivo allo schianto della cabina. Certo è che i primi due interventi di riparazione non erano stati affatto risolutivi. E Tadini avrebbe continuato a segnalare lo stesso guasto.

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