Magistratura, il Consiglio di Stato respinge l'appello di Prestipino e del Csm sulla nomina del procuratore di Roma

martedì 11 maggio 2021
Magistratura, il Consiglio di Stato respinge l'appello di Prestipino e del Csm sulla nomina del procuratore di Roma
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L'ultima sentenza del Consiglio di Stato contro il Csm apre un nuovo capitolo sulla guerra tra procure. Scendendo nel dettaglio, il Consiglio di Stato ha respinto l'appello presentato dall'attuale procuratore capo di Roma Michele Prestipino e dall'intero Consiglio superiore della magistratura. Il Csm, infatti, aveva deciso di impugnare la sentenza del Tar del Lazio, che lo scorso 16 febbraio aveva accolto il ricorso del procuratore generale di Firenze Marcello Viola, anche lui candidato - ma sconfitto - alla Procura di Roma nel 2020. 

Alla base di questa "guerra" c'è il "Sistema" di cui ha parlato l'ex magistrato Luca Palamara. Per capire meglio, è necessario fare un passo indietro. Come ricorda il Giornale, tutto nasce qualche anno fa dall'esigenza di trovare un magistrato che potesse occupare il vertice della Procura di Roma al posto di Giuseppe Pignatone. I candidati erano: Giuseppe Creazzo, procuratore capo a Firenze, Marcello Viola e Francesco Lo Voi, procuratore capo a Palermo. In campo erano scese anche le correnti; infatti nel maggio del 2019 Palamara incontrò Luca Lotti, Cosimo Maria Ferri e cinque consiglieri in carica del Csm, con l'obiettivo di sponsorizzare Viola.

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Qualche mese dopo l'incontro all'hotel Champagne, il Csm scelse Prestipino come procuratore capo di Roma, anche per via dello scandalo emerso sul caso Palamara. E così è iniziato il balletto dei ricorsi. Viola, Lo Voi e Creazzo hanno deciso di rivolgersi al Tar del Lazio, che poi ha bocciato solo il ricorso di Creazzo, riconoscendo le ragioni degli altri due magistrati. Il Csm allora ha impugnato quella sentenza per confermare, di fatto, la scelta di Prestipino.

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Oggi, però, il Consiglio di Stato si è espresso esattamente come il Tar, respingendo gli appelli per due motivi: primo, il Csm avrebbe escluso Viola in maniera immotivata, e secondo, perché "il Csm ha valutato e comparato in modo illegittimo le rispettive attitudini direttive di Prestipino e di Marcello Viola". Adesso la palla passa al Csm, che dovrà esprimersi nuovamente sulla nomina di Prestipino e l’adottata esclusione di Viola. Ma un altro passaggio importante avverrà il 13 maggio, quando verrà trattata la domanda di sospensione presentata da Prestipino contro l’altra sentenza del Tar che aveva accolto un altro ricorso, quello presentato dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi.

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