Fredy Pacini, "fu legittima difesa": archiviate le accuse per il caso del bandito ucciso nel 2018

lunedì 15 marzo 2021
Fredy Pacini, "fu legittima difesa": archiviate le accuse per il caso del bandito ucciso nel 2018
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Sono state archiviate le accuse contro Fredy Pacini, il gommista 60enne di Monte San Savino - in provincia di Arezzo - che il 28 novembre del 2018 sparò e uccise Vitalie Tonjoc Mircea, un cittadino moldavo di 28 anni, entrato nella sua rivendita con altre persone per rubare. L'archiviazione per legittima difesa era stata chiesta dal procuratore Roberto Rossi. "E' la fine di un incubo", ha commentato sollevato Pacini.

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I presunti complici del moldavo non sono mai stati trovati, ma si è sempre pensato fossero cinque. L'archiviazione, depositata dal gip Fabio Lombardo, si fonda sulla nuova legge sulla legittima difesa. Lombardo, infatti, ha applicato il comma 55 della legge, in relazione all'eccesso colposo di legittima difesa. La norma stabilisce che "la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto". 

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Nel 2018 Fredy Pacini aveva deciso di dormire nella sua officina proprio perché da tempo era diventato bersaglio dei ladri. Quando il cittadino moldavo, insieme a diversi complici, fece irruzione nella sua officina picconando la vetrata, Pacini reagì sparando cinque colpi verso l'ingresso. Il 28enne venne colpito e morì per un'emorragia interna. "Ho sempre confidato nella giustizia e sono soddisfatto che il giudice abbia creduto alla mia versione dei  fatti sulla base delle indagini condotte. E' stato riconosciuto che non potevo fare diversamente in quel frangente di profondo  turbamento", ha detto Pacini.

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