"L'Italia è un Paese di vulcani, che possono diventare un grande problema, quando non si guarda con rispetto il loro territorio": a lanciare l'allarme è il geologo Mario Tozzi sulla Stampa. Partendo dalle eruzioni dell'Etna in Sicilia, lo studioso ha elencato tutta una serie di vulcani che potrebbero causare delle vere e proprie stragi. L'Etna, infatti, non è ad altissimo rischio, "perché le eruzioni sono calme e avvengono in zone ben studiate e relativamente meno popolate"; ma ci sono altri vulcani molto pericolosi.
Innanzitutto c'è Vulcano, isola appartenente all'arcipelago delle Eolie. "Le sue eruzioni sono esplosive e molto violente e possono arrivare a distruggere lo stesso cono da cui si sviluppano", ha spiegato Tozzi. Purtroppo, però, c'è un problema: la zona è abitata. "Pare che a Vulcano nessuno si sia accorto che qui non si dovrebbe costruire nemmeno un muretto, visto che l' isola è stata oggetto della più spietata speculazione edilizia del Mediterraneo: da sei ettari occupati da costruzioni nel 1954 a 193 ettari nel 2007. Una vera follia. In un posto pericoloso come pochi altri", ha continuato il geologo.
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Per non parlare poi del rischio che si corre in Campania con il Vesuvio e i Campi Flegrei. Parlando del primo, in particolare, il geologo ha spiegato: "Quello che ne fa uno dei vulcani a maggior rischio del mondo sono i flussi piroclastici (quelli di Pompei), bollenti e superveloci, e le ceneri, che arrivano a valle in torrenziali colate di fango (come quelle del 1631), o ricadono a pioggia soffocando e invadendo". Ma ancor più micidiali sono i Campi Flegrei: "Li abbiamo considerati, a torto, spenti, tanto da aver colonizzato i 29 crateri di quello che a tutti gli effetti è il secondo supervulcano del mondo, dopo quello di Yellowstone. Molto più pericoloso, considerando che lì c' è un grande parco nazionale e pochissimi abitanti, mentre qui ci sono 600 mila persone a rischio".