AstraZeneca, lo sfogo del presidente Di Lorenzo: "Accanimento contro il nostro vaccino? Perché costa poco"

lunedì 22 febbraio 2021
AstraZeneca, lo sfogo del presidente Di Lorenzo: "Accanimento contro il nostro vaccino? Perché costa poco"
2' di lettura

"Questo accanimento sul vaccino AstraZeneca non si giustifica": a parlare in questi termini è Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato di Irbm Pomezia, l'azienda italiana che ha preso parte allo sviluppo del farmaco. Secondo lui, si nasconde qualcosa dietro ai continui attacchi contro il siero: "Ho il sospetto che questo vaccino dia fastidio perché costa troppo poco - ha detto intervenendo a Radio Cusano Campus -. L’Università di Oxford ha imposto l’idea che il vaccino è veramente un bene comune: è stata fatta una scelta etica, in pandemia non si guadagna sul vaccino e quindi il vaccino è venduto a 2 euro e 80 centesimi. Ho l’impressione che il tutto venga strumentalizzato per aprire la corsa e guadagnare tanto".

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Sull'efficacia del vaccino, invece, Di Lorenzo ha spiegato: "Non ci sono problemi di nessun tipo per la variante inglese, il vaccino Astrazeneca è efficace così come sul ceppo originario. Il titolo invece è stato: bloccano la somministrazione del vaccino Astrazeneca in Sud Africa. Il test è stato fatto solo su 200 persone, man mano che andranno avanti le sperimentazioni vedremo". Continuando a difendere il farmaco, poi, l'ad del'azienda di Pomezia ha chiarito che il vaccino è efficace al 100% sulla malattia grave: "Questo significa che chi prenderà l’infezione al 100% non andrà a finire in ospedale". Sugli effetti collaterali di AstraZeneca, invece, Piero Di Lorenzo ha voluto essere rassicurante: "Avere un dolorino sulla spalla o un po’ di senso di stanchezza dopo aver fatto il vaccino è assolutamente fisiologico”.

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Infine, qualche parola anche sul drammatico taglio delle dosi, non solo da parte di AstraZeneca, ma anche di altre aziende. Taglio che sta rallentando le campagne vaccinali in molti Paesi. "Questa storia che non arrivano le dosi è diventata insopportabile. Ho cercato di far capire che quando si parla di produzione di vaccino non si parla di produzione di saponette, il vaccino presuppone una cultura cellulare. Quando si semina il grano, uno si aspetta che da quella semina vengano fuori tot quintali di grano, se vengono meno il 7% di quintali con chi se la prende? Se la può prendere solo col cielo".

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