Un ristoratore di Settimo Milanese è stato sfrattato perché non è riuscito a pagare l'affitto di marzo, aprile e maggio causa lockdown. Si tratta, in totale, di 10.600 euro. Una situazione drammatica che tocca diversi lavoratori in Italia. Ma c'è una buona notizia, perché il giudice del tribunale di Milano, Arianna Chiarentin, ha "congelato" lo sfratto, rinviando la causa a dicembre e chiedendo alle parti di rinegoziare il canone. In particolare, ha fatto appello al dovere di solidarietà, previsto dalla nostra Costituzione.
Coronavirus, l'ultimo Dpcm è la "mazzata finale" per i ristoratori. Ecco la foto simbolo del signor Giuseppe
La foto del ristoratore con lo sguardo perso nel vuoto ha fatto il giro del web e commosso tutti. L'uomo si chiama G...
"Nell'emergenza sanitaria in corso è da ritenersi necessaria, alla luce del principio di buona fede e correttezza nonché dei doveri di solidarietà costituzionali, una rinegoziazione del canone", ha dichiarato il giudice, chiarendo che altrimenti i sacrifici imposti verrebbero scaricati solo sull'affittuario. Inoltre, la giudice ha spiegato anche che se il locale fosse rimesso sul mercato in questo momento, "verosimilmente non otterrebbe" più il valore fissato dall'ultimo contratto. Il valore, infatti, sarebbe ridotto.