Massimo Carminati libero del decorrenza dei termini
Show di Massimo Carminati in tribunale a Roma contro il suo ex difensore Giosué Bruno Naso. "Il pirata" per via della benda sull’occhio perso nel 1981, a 23 anni, figura-chiave della maxindagine sul Mondo di Mezzo, a pochi giorni dal ritorno in libertà per ricorrenza dei termini è tornato in tribunale per seguire uno dei filoni di Mondo di Mezzo, che lo vede accusato di usura assieme a Riccardo Brugia, Roberto Lacopo e Fabio Gaudenzi, tutte persone coinvolte già nel procedimento principale. Al suo fianco la compagna Alessia Marini, che nel processo è imputata per intestazione fittizia di beni.
Ma non è il processo a scatenare l'ex Nar quanto l'incontro con l'ex avvocato. "Se fosse stato per te sarei marcito in galera", ha detto Carminati, facendo riferimento al fatto che la scarcerazione è arrivata dopo una istanza al Riesame presentata dopo che erano scaduti, il 30 marzo scorso, i termini di custodia preventiva (5 anni e 7 mesi)". Una provocazione a cui Naso non ha resistito replicando: «Devi ringraziare Pignatone e De Cataldo altrimenti saresti rimasto il semplice ladro che eri», con l'imbarazzo degli altri avvocati presenti.
Carminati, tornato libero dopo 5 anni e 7 mesi di carcere preventivo, si è mostrato disinibito in aula fermandosi persino a parlare con i difensori di Salvatore Buzzi, capo della cooperativa 29 giugno, coinvolto nello scandalo Mafia capitale e riconosciuto dopo i tre gradi di giudizio come uno dei capi dell'organizzazione criminale. Una breve chiacchierata conclusa con un "mandate un bacio a Salvatore".
Carminati dovrebbe tornare a piazzale Clodio a settembre. Dopo l'estate sarà fissata l'udienza davanti alla corte d'Appello di Roma per il processo bis di secondo grado. Per lui e Buzzi, condannati nel primo processo d'Appello rispettivamente a 14 anni e 6 mesi e 18 anni e 4 mesi di reclusione, la pena dovrebbe essere sensibilmente, abbassata anche alla luce della detenzione preventiva già fatta.
È in corso un intervento del Soccorso Alpino Valdostano per il recupero di due alpinisti bloccati sulla vetta del Gran Paradiso, a quota 4000 metri. I due, provenienti dall'est Europa (probabilmente cechi o slovacchi) hanno raggiunto la punta alle ore 17.00 ma, essendo esausti, non sono riusciti ad affrontare la discesa in sicurezza. Hanno richiesto soccorso alle ore 20.00 e riferiscono di essere in buone condizioni. Una squadra, composta da cinque tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e due Sagf di Entreves-Courmayeur, è stata portata in elicottero a quota 3000 metri e proseguirà via terra per raggiungere i due e portarli al rifugio Chabod o al Vittorio Emanuele a seconda della visibilità in quota. Al momento le condizioni meteo sono avverse. La squadra di soccorso e gli alpinisti sono in contatto costante con la Centrale Unica del Soccorso.
Papa Francesco ha celebrato, nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, la Santa Messa per la domenica di Pentecoste. Nella giornata di sabato il pontefice aveva ripreso tutte le sue attività dopo aver annullato i suoi impegni, venerdì, a causa della febbre.