Vittorio Sgarbi assolto, insultare Andrea Scanzi non è reato: "Finoc***, rotto in c***"? Per il giudice...

sabato 30 ottobre 2021
Scanzi e Sgarbi<br />&nbsp;

Scanzi e Sgarbi
 

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Durante una puntata di Cartabianca nel 2018, davanti a una Bianca Berlinguer attonita, Andrea Scanzi e Vittorio Sgarbi avevano cominciato a insultarsi. "Chiedere pareri politici a Sgarbi è curioso perché ha cambiato più partiti politici e idee che mutande", aveva tuonato il giornalista del Fatto quotidiano. "E' stato eletto come deputato attraverso il proporzionale e un paracadute. Era convinto di andare ad Acerra e conquistare il mondo ma non l’ha votato neanche il gatto". E ancora: "Sgarbi, conti meno di Alfano. Sei una prostituta politica di basso livello". Quindi Sgarbi aveva sbroccato: "Tu sei una put**a rotta in c***. Sei un finoc***o rotto in c***". Una discussione ferocissima che poi era continuata sui social e finita con una querela per diffamazione presentata da Scanzi contro il critico. 

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Oggi 30 ottobre il tribunale di Enna ha assolto Vittorio Sgarbi (che allora era residente a Calascibetta) dall'accusa di diffamazione. Secondo i giudici "trattasi non di diffamazione, bensì di ingiuria (illecito depenalizzato) e, quindi, di fatto non previsto dalla legge come reato e l'imputato non è punibile per avere commesso i fatti in stato di ira determinato dal fatto ingiusto altrui". 

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Nel processo con rito abbreviato, Andrea Scanzi si era costituito parte civile attraverso l'avvocato Caterina Malavenda del foro di Milano, mentre Vittorio Sgarbi è stato difeso dagli avvocati Giampaolo Cicconi del foro di Macerata e Giovanni Di Giovanni del foro di Caltanissetta. Ora il caso è chiuso. 

Esulta il critico d'arte su Twitter per la sentenza dei giudici: "Lo Scanzetto all’epoca aveva dichiarato che mi avrebbe denunciato perché voleva comprarsi l’auto nuova. Beh, dovrà accontentarsi della bici".

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